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Delitto perfetto? Le navi da crociera la location ideale: 200 persone scomparse dal 2000

Delitto perfetto? Le navi da crociera la location ideale: 200 persone scomparse dal 2000

Delitto perfetto? Le navi da crociera la location ideale: 200 persone scomparse dal 2000

ROMA – Delitto perfetto? Le navi da crociera sembrano la location ideale. Fuori dalle acque territoriali di un qualsiasi Paese, a bordo regna la legge penale dello Stato dove l’armatore è registrato e di cui le navi battono la bandiera. Conta molto anche il porto di sbarco. Se ci provi a bordo di una nave italiana o europea puoi finire drittto in carcere. Se scegli la nave giusta e le acque giuste…i numeri forniti dal Daily Mail fanno impressione.

Dal 2000 sulle navi da crociera sono scomparse circa 200 persone ma, in molti di questi casi, i familiari si trovano in una sorta di limbo, non sanno se i loro cari sono vivi o morti e non hanno una tomba su cui andare a piangere.

L’articolo è corredato da alcuni esempi di casi insoluti. Non va bene proprio a tutti, dipende molto dall’armatore. Recente è il caso del crocierista irlandese che scese dalla nave con i figli ma senza la moglie cinese. Non ne denunciò però la scomparsa. La compagnia di navigazione Msc, che batte bandiera svizzera e ha la sede operativa a Sorrento, in Italia, ha denunciato la scomparsa alla polizia italiana, che ha fermato il vedovo sospettato prima ancora che lasciasse l’ Italia.

L’industria crocieristica è un vero affare. Ogni anno, più di 25 milioni di persone scelgono questo tipo di vacanza per godere momenti rilassanti, al sole e il personale di bordo si prende cura di qualsiasi esigenza. Queste navi offrono il massimo dell’ospitalità, ci sono piscine, ottimi ristoranti, centri benessere e cinema.

Molte persone considerano la crociera il modo più sicuro per viaggiare, liberi dalle seccature dei controlli in aeroporto o dover orientarsi su percorsi sconosciuti.

Ma quello che i passeggeri forse non realizzano è che appena si passa attraverso acque internazionali, l’effettivo percorso è in un paese dove non c’è polizia.

Infatti, una volta che si naviga a circa 19 km dalla costa, non si è più protetti dalle forze di polizia del proprio Paese né da quelle del Paese più vicino. Al contrario, per la legge marittima, qualsasi reato commesso è responsabilità della nazione in cui la nave è registrata.

Per motivi fiscali, la maggior parte delle navi tendono ad essere registrate sotto “bandiere di comodo” di piccoli Stati come Panama, Libia o Bermuda. Nel caso di Rebecca Coriam, 23 anni, di Chester, scomparsa sei anni fa nel corso di una crociera della Disney Cruis Ship, la nave era registrata alle Bahamas.

Molte delle forze di polizia di paesi poveri con discutibili situazioni dei diritti umani, quando si tratta di occuparsi della propria mole interna di lavoro, viene messa a dura prova, per non parlare di un reato accaduto in mare a migliaia di chilometri di distanza.

Se, ad esempio, a bordo ci sono furti, stupri o perfino o omicidi, le cabine possono essere ripulite, eliminando dunque le prove, e i testimoni sbarcati: tutto questo, spesso prima che arrivino finalmente gli agenti con risorse insufficienti e impreparati.

E finché una persona non viene segnalata come scomparsa, la nave continua ad allontanarsi dal punto in cui si è verificato l’incidente, ampliando in questo modo l’area di ricerca e rendendo pressocché impossibile il recupero di un corpo.

Gli Stati di bandiera, ossia quelli di cui le navi battono la bandiera perché è là che sono state registrate, sono colpevoli, in particolare le piccole isole-stato in cui sono registrate gran parte di queste navi e che dipendono da questa risorsa.

Il numero di persone che scompaiono in mare suscita notevole preoccupazione, soprattutto quando la maggior parte dei casi riguarda un incidente o un suicidio, con poca o nessuna indagine.

Moltissimi passeggeri non è consapevole dei rischi connessi a una crociera, non sanno che una volta che è la nave parte da Southampton, si trovano in mare aperto e sotto totale controllo delle Bahamas.
Non serve a nulla rivolgersi alla sicurezza che si trova a bordo poiché ha lo stesso potere di un buttafuori sulla porta di una discoteca. Alcuni sono ex poliziotti ma altri non hanno alcuna esperienza in fatto di indagini o sul trattamento delle vittime di reati.

Il comandante e i vice-comandanti non hanno nessuna formazione penale né il diritto legale di interrogare i testimoni o prendere dichiarazioni. Devono aspettare la polizia bahamiana e, come hanno scoperto molte vittime, si tratta sempre di molto tempo. È inspiegabile che una città galleggiante che ospita fino a 8.000 persone, possa navigare senza forze di polizia o personale addestrato che abbia l’autorità legale dello Stato di bandiera per indagare e arrestare e finché non sarà conseguito questo obbiettivo a soffrirne saranno i passeggeri.

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