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Marò Salvatore Girone torna. India boicotta sentenza Aja

ROMA – Il marò Salvatore Girone sarà in Italia durante l’arbitrato? Così sembrava dopo che il Tribunale dell’Aja aveva accolto la richiesta italiana, invitando le parti a concordare le modalità del rientro del fuciliere di Marina dall’India in patria. Ma l’India ha annunciato che le cose non stanno esattamente così: “L’Italia non ha interpretato correttamente l’ordine del tribunale. Non è vero che il marine Girone è libero: le condizioni della sua libertà provvisoria devono essere stabilite dalla Corte Suprema”. Tradotto: “Saranno i nostri giudici a decidere se e quando Girone potrà tornare a casa”.

L’ordinanza del tribunale dell’Aja verrà resa pubblica il 3 maggio. L’Italia aveva chiesto al tribunale dell’Aja che Girone e Massimiliano Latorre aspettassero in Italia l’esito dell’arbitrato (che dura quattro anni). Quindi almeno per quattro anni i due saranno in patria.

La notizia è stata confermata dal ministero degli Esteri: “La Farnesina informa che il Tribunale arbitrale istituito a L’Aja ha oggi anticipato la propria decisione che il Fuciliere di Marina Salvatore Girone faccia rientro in Italia fino alla conclusione del procedimento arbitrale, avviato dal Governo il 26 giugno 2015. Le condizioni del rientro saranno concordate tra Italia e India”, si legge in una nota.

“Il Governo ha lavorato per sottoporre l’intera vicenda all’arbitrato internazionale e, in questo quadro, riportare a casa i due Fucilieri di Marina. L’ordinanza annunciata apre la strada a questo risultato. Si tratta quindi di una buona notizia per i due Fucilieri, le loro famiglie e per le ragioni sostenute dal Governo e dai nostri legali. Il Governo conta su un atteggiamento costruttivo dell’India anche nelle fasi successive e di merito della controversia”, prosegue la nota.

“La decisione del Tribunale de L’Aja recepisce le considerazioni legali e di ordine umanitario derivanti dalla permanenza di Girone in India da oltre quattro anni e che avrebbe potuto prolungarsi per altri due o tre anni, tenuto conto della prevista durata del procedimento arbitrale. Il Governo – sottolinea la Farnesina – avvierà immediatamente le consultazioni con l’India affinché siano in breve tempo definite e concordate le condizioni per dare seguito alla decisione del Tribunale arbitrale. Il Governo sottolinea che la decisione odierna del Tribunale relativa alle misure richieste dall’Italia in favore del Sergente Girone non influisce sul prosieguo del procedimento arbitrale, che dovrà definire se spetti all’Italia o all’India la giurisdizione sul caso della Enrica Lexie”, conclude la Farnesina.

Contentissimi ovviamente i parenti del marò: “Se la notizia è vera sono strafelice. E’ una notizia meravigliosa. Adesso devo sentire mio figlio e mia nuora per accertare se è vera”. Lo ha Michele Girone, papà del fuciliere di Marina.

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  • Marò e 25 aprile: "Assassini, che c'entrano con resistenza?"
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