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Russia. Parigi concede asilo politico ad oppositore Piotr Pavlenski

Piotr Pavlenski

Piotr Pavlenski

RUSSIA, MOSCA – L’artista oppositore russo Piotr Pavlenski e la sua compagna Oksana Shalighina hanno ottenuto asilo politico in Francia, dove si sono trasferiti con i loro figli a gennaio dopo aver avuto problemi con la giustizia russa. Lo ha annunciato lo stesso Pavlenski all’agenzia russa Interfax.

In Russia Pavlenski è accusato assieme alla compagna di “azioni violente di carattere s******e” nei confronti di un’attrice e di aver picchiato un amico dell’ attrice. L’artista sostiene di aver passato una notte con la sua compagna e con l’attrice e di essersi poi reso conto che si trattava di una trappola.

Per mettersi al sicuro, Pavlenski e la sua famiglia hanno raggiunto così l’Ucraina attraversando la Bielorussia.

Pavlenski è noto per le sue performance provocatorie. Nel 2013 si inchiodò lo scroto sulla Piazza Rossa per denunciare la deriva della Russia verso uno Stato di polizia. In precedenza si era cucito le labbra per protestare contro l’arresto delle Pussy Riot, e prima ancora si era tagliato un lobo contro il trattamento psichiatrico forzato dei dissidenti.

Nel 2014 si era presentato davanti al parlamento locale di San Pietroburgo avvolto n**o nel filo spinato contro la politica repressiva delle autorità in Russia. Nel novembre del 2015 l’artista è finito dietro le sbarre per aver bruciato una porta della Lubianka, la sede dei servizi segreti russi e prima di quelli sovietici. Dopo sette mesi di carcere, nel giugno del 2016 un tribunale di Mosca lo ha condannato a pagare una multa.

Nel maggio dello stesso anno Pavlenski è stato invece condannato a 16 mesi di reclusione per aver inscenato nel 2014 a San Pietroburgo una protesta a favore di Kiev bruciando pneumatici e sventolando bandiere ucraine per riprodurre le proteste di Maidan. In quell’occasione non finì però dietro le sbarre perché erano scaduti i termini di prescrizione del reato.

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