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Uragani e terremoti: doppio colpo sulle Americhe

Uragani e terremoti: doppio colpo sulle Americhe

Uragani e terremoti: doppio colpo sulle Americhe

ROMA – Uragani e terremoti: doppio colpo sulle Americhe. Devastanti uragani in rapida successione, terremoti che raggiungono gli 8 gradi di magnitudo e si tirano appresso l’incubo tsunami per le coste affacciate su oceani più caldi. 8 gradi di magnitudo, nella scala Richter non sono il doppio di 4, la progressione è esponenziale.

Gli oceani surriscaldati intanto continuano ad alimentare la furia dei venti che cominciano a soffiare dall’Africa e si abbattono sulle Americhe raggiungendo i 300 km di velocità. Il continente, in particolare la fascia centrale caraibica, è al centro del vortice, preso nella tenaglia.

L’ultima notte Città del Messico era una città al buio, eppure l’epicentro del grande terremoto si trova sulla costa occidentale del Messico, al confine con il Guatemala. Diramato l’allerta tsunami sulla costa occidentale di Messico, Ecuador, Nicaragua, Panama, Guatemala, Honduras, El Salvador e Costa Rica.

Un terremoto che purtroppo non resterà isolato. E’ avvenuto alle 6:49 italiane nell’oceano Pacifico, lungo le coste del Messico nella zona vicina al Chiapas. La profondità è stimata in 72 chilometri, abbastanza da provocare effetti in superficie, come uno tsunami. Il meccanismo che ha generato questo terremoto, ha osservato il sismologo Alessandro Amato, dell’Ingv, è legato alla placca oceanica che spinge sotto quella continentale americana.

Sul fronte atlantico invece si alternano uragani di fortissima intensità: il passaggio di Harvey ha devastato il Texas, Irma ha messo in ginocchio i Caraibi (a Cuba sono stati evacuati circa 40mila turisti). Per la prima volta in sette anni tre uragani si formano contemporaneamente nell’Oceano Atlantico. Mentre Irma si abbatte sui Caraibi a seguirla sono Jose e Katia, che in poche ore da tempeste tropicali sono diventati uragani.

Miami è una città in pena: “E’ nella peggiore delle posizioni possibili”: sono le ultime previsioni dei meteorologi che seguono la traiettoria dell’uragano Irma, i quali temono sempre più un impatto diretto dell’occhio del ciclone con il sud della Florida. Un’area dove si trova appunto Miami e vivono milioni di persone. L’evacuazione è già cominciata da ore.

I climatologi non si pronunciano: hanno constatato l’aumento della temperatura degli oceani, non possono dire con certezza che si tratti di colpa dell’uomo, gli esperti dicono che non dovrebbero crescere di numero ma forse di intensità sì. Legano il fenomeno piuttosto ai cicli solari, gli uragani si formano quando l’attività solare è più intensa, ogni 10/11 anni.

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