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Uruguay, allenatore di calcetto uccide bambino di 10 anni: era il figlio di un ex Cagliari

Uruguay, allenatore di calcetto uccide bambino di 10 anni: era il figlio di un ex Cagliari

Uruguay, allenatore di calcetto uccide bambino di 10 anni: era il figlio di un ex Cagliari

ROMA – Fernando Sierra, 32 anni, allenatore di una squadra di calcetto uruguaiana, ha rapito e ucciso Felipe Romero, di 10 anni, e poi si è suicidato. I due, che si erano conosciuti nel 2015, avevano stabilito un forte legame, al punto da considerarsi padre e figlio. L’allenatore andava a prendere spesso il bambino a scuola e diceva che presto lo avrebbe adottato.

Anche Felipe, figlio biologico dell’ex calciatore del Cagliari nella stagione 1996-1997 Luis Alberto Romero, era legatissimo all’uomo e la polizia in una perquisizione nella casa del presunto assassino ha trovato dei messaggi del bambino “Ti voglio bene, papà”, “Papà, non mi lasciare mai”, “Buona Festa del papà”. Dopo due giorno dalla sparizione dei due, le autorità hanno trovato i loro corpi senza vita, nelle montagne di Villa Serrana. La polizia sostiene che l’uomo ha sedato il bambino prima di sparare e dopo averlo abbracciato si è tolto la vita, come spiegano i media locali, che lo ha definito un assassinio dai contorni passionali.

La stampa locale ha reso noto che il rapporto dei due andava molto al di là del campo da gioco. Erano andati persino in vacanza insieme in Brasile con il permesso scritto della mamma, che essendo agente della polizia, aveva preso informazioni sul giovane, quando si era accorta che invitava sempre più spesso il figlio alle partite e alle feste.

Dopo il viaggio con l’allenatore, la psicologa della scuola che seguiva Felipe aveva notato nel bambino comportamenti anormali e, dopo averne parlato con la mamma le aveva raccomandato di non permettere che avvenissero più gli incontri tra l’allenatore e il bambino.

Dopo la raccomandazione, la mamma del piccolo ha messo l’allenatore di fronte alla situazione e lo ha informato che avrebbe seguito il consiglio della psicologa. Ma l’uomo ha minacciato che si sarebbe ammazzato se non avesse più potuto vedere il piccolo. Il giorno del triste epilogo, Sierra è andato a prendere a scuola Felipe come tante altre volte. Ma al contrario di tutte le altre nessuno dei due ha fatto più ritorno a casa.

Secondo i media locali, Felipe era scalzo ma non riportava segni di aggressione fisiche. L’autopsia ha rilevato, inoltre, che il bambino aveva ingerito dei tranquillanti prima di essere colpito con un colpo alla testa e successivamente l’uomo lo ha abbracciato prima di mettere fine anche alla sua vita.

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