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Virus Zika, a Olimpiadi Rio rischio è diffusione mondiale

Il rischio di diffusione del virus Zika alle Olimpiadi di Rio è reale e il Brasile ha dichiarato guerra al virus e annunciato investimenti nella ricerca

RIO DE JANEIRO – Il virus Zika ha causato un’epidemia in Brasile e nell’America Latina e l’arrivo delle olimpiadi d Rio de Janerio preoccupa e non poco per il rischio di diffusione. Sono circa 500mila le persone che da tutto il mondo visiteranno il Brasile in occasione dei giochi olimpici il prossimo agosto e gli Stati Uniti, scrive Simon Romero sul New York Times, sono sicuramente il paese più esposto.

Gli Stati Uniti d’altronde sono il paese più esposto al rischio di contagio non solo per i 200mila turisti che andranno ai giochi olimpici di Rio, ma anche per la vicinanza geografica con i paesi focolaio dell’epidemia. Proprio per questo motivo il CdcCenters for Disease Control and Prevention, ha lanciato l’allerta e sconsigliato i viaggi in sud America alle donne incinte.

La Zika infatti è un virus che causa sintomi simili all’influenza e non desta particolari problemi per la salute, tranne che per le donne in stato di gravidanza. Il virus è ritenuto infatti responsabile dell’epidemia di microcefalia che ha colpito il Brasile, in cui nel 2015 sono stati registrati  4.180 casi sospetti. Dei 3.448 casi sotto indagine, hanno specificato le autorità brasiliane, 270 sono stati già confermati e 462 scartati. Fino al 16 gennaio le segnalazioni erano state 3.893: in base alle ultime cifre, nel Paese sudamericano stanno apparendo circa 200 nuovi casi ogni settimana.

Intanto la presidente del Brasile, Dilma Rousseff, ha annunciato il massimo impegno nella lotta all’epidemia e parla di “una vera battaglia” per sviluppare un vaccino contro il virus:

“Sono sicura che lo avremo, anche se ci vorrà un po’ di tempo. Il vaccino contro il virus Zika è un impegno di ciascuno di noi. Sarà una lotta casa per casa per distruggere le larve della zanzara Aedes aegypti”,

La Rousseff ha poi confermato l’impegno di 220 mila soldati per la distribuzione di repellenti e la consegna di opuscoli informativi proposto uno sforzo congiunto agli altri leader di America latina e Caraibi per debellare l’epidemia:

“Uniamo la ricerca scientifica e le tecnologie per combattere l’epidemia. La maggioranza dei Paesi colpiti sta usando il nostro schema, con l’impiego delle Forze armate per combattere il virus, distruggendo le larve delle zanzare che lo provocano e per informare la popolazione”.

E rispondendo a una domanda, Dilma ha poi corretto le dichiarazioni del ministro della Salute del suo governo, Marcelo Castro, secondo il quale il Brasile “sta perdendo la battaglia contro la zanzara Aedes”:

“La battaglia non è assolutamente perduta. E non lo pensa nemmeno il ministro. Castro voleva dire che se non uniamo gli sforzi e se la popolazione non collabora, allora perderemo la battaglia”.


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