Blitz quotidiano
powered by aruba

Zika: cominciano a morire gli adulti. Terzo caso in Brasile

Zika: in Brasile tre morti accertate riferibili ad adulti contagiati dal virus. Il premier Dilma Rousseff chiede aiuto alle chiese nella lotta contro l'Aedes aegypti

RIO DE JANEIRO – Zika: cominciano a morire anche gli adulti. Il ministero della Sanità brasiliano ha confermato la terza morte provocata dal virus Zika in un adulto nel Paese sudamericano. Si tratta di una paziente di 20 anni, ricoverata per problemi respiratori l’11 aprile 2015 nell’ospedale Giselda Trigueiro a Natal, capitale del Rio Grande do Norte, e deceduta 12 giorni dopo.

Il caso, inizialmente considerato, è stato portato all’attenzione dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Le morti di adulti registrate in Brasile sono le prime al mondo, ricordano i media locali. Il primo paziente ucciso dal virus Zika è stato un uomo del Maranhao, nel nord-est del Paese, e il risultato ufficiale è stato divulgato lo scorso novembre.

Il secondo caso confermato è avvenuto lo scorso ottobre e ha riguardato una ragazza che fino ad allora non aveva presentato gravi problemi di salute. “Stiamo percependo uno spettro più ampio della malattia, con maggiore gravità”, ha affermato Claudio Maierovitch, direttore del Dipartimento di supervisione delle malattie trasmissibili del ministero della Sanità.

Dilma chiede aiuto alle chiese. La presidente del Brasile, Dilma Rousseff, ha chiesto aiuto alle chiese del suo Paese affinché coinvolgano attivamente i propri fedeli nella lotta contro l’Aedes aegypti, la zanzara responsabile per la trasmissione di Zika, dengue e chikungunya. L’appello è stato rivolto durante un incontro con i leader di tutte le chiese cristiane, occorso ieri nel Palacio do Planalto, sede della presidenza della Repubblica a Brasilia. Secondo il governo, due terzi dei focolai larvali dei temuti insetti si trovano nelle residenze private.