Economia

Flavio Cattaneo lascia Tim, 25 milioni di liquidazione per 16 mesi di lavoro

Flavio Cattaneo lascia Tim, 25 milioni di liquidazione per 16 mesi di lavoro

Flavio Cattaneo lascia Tim, 25 milioni di liquidazione per 16 mesi di lavoro

ROMA – Flavio Cattaneo ha lasciato la carica di amministratore delegato di Tim-Telecom. Lo ha sancito il Consiglio di amministrazione della società riunito a Roma nel pomeriggio di lunedì 24 luglio.

In precedenza nella giornata si era riunito il comitato per le remunerazioni, che aveva definito i termini della liquidazione. Per 16 mesi di lavoro (era stato nominato a fine marzo 2016) a Flavio Cattaneo andranno 25 milioni di euro lordi. La previsione era fra i 30  e i 40 milioni di euro.

La buonuscita di Cattaneo è stata deliberata “a maggioranza” si legge in una nota, con il parere “non favorevole” dei sindaci. Cattaneo non sarà più amministratore delegato di Tim dal 28 luglio mentre lascia l’incarico di direttore generale dal 31 luglio, precisa la nota al termine della riunione del Cda.

Come “compensi dovuti sulla base del suo contratto con la Società, considerati in particolare il cosiddetto Special Award e l’MBO, in relazione all’attività già resa come Amministratore e al valore che risulta creato sulla base dei dati oggi disponibili” Cattaneo riceverà 22,9 milioni di euro lordi.

L’accordo, inoltre, prevede 2,1 milioni di euro “a titolo di corrispettivo di un patto di non concorrenza, di non sollecitazione e non storno della durata di un anno nei confronti dei principali concorrenti di TIM in Italia e in Brasile, soggetto a claw-back in caso di violazione di tali obblighi (nonché il trasferimento di alcuni strumenti aziendali)”. Cattaneo infine detiene oggi 1.500.000 azioni ordinarie Tim.  

Per conoscere i nomi della nuova governance bisognerà attendere il cda di giovedì 27 luglio. “Il Consiglio di Amministrazione ha dato avvio al piano di successione dell’amministratore delegato che, con il presidio del Comitato Nomine e Remunerazione, sarà oggetto di ulteriori determinazioni nella riunione già convocata per il 27 luglio” precisa la nota.

Il posto di Cattaneo dovrebbe andare ad Amos Genish, israeliano che ha fatto fortuna in Brasile e che è ora un pezzo da 90 in Vivendi, il vero padrone francese di Telecom.

Flavio Cattaneo è nato nel 1963, è laureato in Architettura al Politecnico di Milano, dopo l’esordio come imprenditore edile, è stato presidente della Fiera di Milano e direttore generale della Rai. Poi è stato ad di Terna, azienda proprietaria della rete di trasmissione elettrica, dal primo novembre 2005 al 27 maggio 2014, amministratore delegato dei treni Ntv e infine di Tim. Nominato Cavaliere del Lavoro nel 2011, è famoso alle cronache anche per il suo matrimonio con l’attrice Sabrina Ferilli.

Il maxi assegno da 25 milioni di euro proietta Cattaneo ai primi posti della classifica in cui tutti gli italiani vorrebbero figurare, foss’anche all’ultima posizione. Quella delle buonuscite d’oro, l’alternativa al Superenalotto messa a punto da Piazza Affari per suggellare i divorzi dai suoi manager.

Il compenso di Cattaneo doppia di gran lunga l’altro maxi-assegno del 2017, quello da 9,4 milioni di euro dell’ex a.d di Leonardo, Mauro Moretti, e consacra l’ex numero uno della Rai e di Terna (salutata nel 2012 con una buonuscita da 2,4 milioni) nell’Olimpo degli addii d’oro, alle spalle di Cesare Romiti (Fiat), Alessandro Profumo (Unicredit), Matteo Arpe (Capitalia) e Luca Cordero di Montenzemolo (Ferrari).

Cattaneo batte tutti però nella velocità, degna di Flash Gordon, con cui è riuscito a maturare il lauto compenso: un 1 anno e 4 mesi di lavoro, grazie a un contratto generosissimo approvato, seppur a maggioranza, anche in assemblea. Spalmata sui circa 486 giorni di lavoro, incluso Natale e le altre feste comandate, si tratta di circa 51.400 euro al giorno. Un record assoluto, su cui già si accumulano le polemiche e che non considera, tra l’altro, il ‘welcome bonus’ da 2,5 milioni ricevuto in occasione del suo ingresso in Tim.

Il carnet degli assegni milionari si era già rimpolpato nel 2016 con quelli staccati all’ex a.d di Unicredit, Federico Ghizzoni (9,5 milioni), a quello della stessa Telecom, Marco Patuano (6 milioni), di Ferrari, Amedeo Felisa (5,5 milioni) e di Snam, Carlo Malacarne (5,84 milioni), solo per citarne alcuni.

Di seguito la top ten, aggiornata con l’ingresso di Cattaneo, dei divorzi d’oro di Piazza Affari.

1) Cesare Romiti: 105,3 milioni per 24 anni alla Fiat.
2) Alessandro Profumo: 40,4 milioni per 12 anni in Unicredit.
3) Matteo Arpe: 37,4 milioni per 7 anni in Capitalia.
4) Luca Cordero di Montezemolo: 27 milioni per 13 anni in Ferrari
5) Falvio Cattaneo: 25 milioni per 1,4 mesi in Tim
6) Paolo Cantarella: 20 milioni per 25 anni in Fiat
7) Roberto Colaninno: 17 milioni per 15 anni in Olivetti
8) Cesare Geronzi: 16,7 milioni per un anno in Generali
9) Giovanni Bazoli: 15 milioni per 25 anni in Banca Intesa
10) Carlo Puri Negri: 14 milioni per 20 anni in Pirelli Re

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