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Irplast investe sui dipendenti: incentivi a chi torna a scuola per diploma o laurea

EMPOLI – Se torni a scuola per laurearti o per diplomarti l’azienda ti paga fino a 3500 euro di incentivi. Questa l’iniziativa dell’azienda Irplast di Empoli, in Toscana, che ha deciso di puntare sulla formazione dei propri dipendenti. In due anni, spiega l’amministratore delegato Fausto Cosi, sono state fatte 60 assunzioni ma per i nuovi mercati c’è bisogno di gente preparata e l’azienda, che è in crescita e produce nastri adesivi e confezioni, vuole scommettere su assunzione e formazione.

Francesco Turchi sul quotidiano Il Tirreno scrive che il piano “Torna a scuola” messo in atto dalla Irplast prevede incentivi ai lavoratori che sono pronti a portare a termine il proprio percorso di studi, che si tratti di un diploma, della laurea triennale o magistrale:

“Il piano “Torna a scuola” prevede incentivi (sborsati direttamente dall’azienda) per i dipendenti che decidono di riprendere in mano i libri: mille euro al conseguimento del diploma di scuola superiore; 1.000 euro all’anno per tre anni al conseguimento della laurea triennale più un bonus di 500 euro dopo la discussione della tesi; e 2.400 (in due anni) per la laurea magistrale, ai quali si aggiungerà un bonus di 500 euro per la tesi. Senza alcun vincolo di budget: in teoria tutti i dipendenti potrebbero riprendere il proprio percorso scolastico, raggiungere lo step successivo, e accedere agli incentivi.

Tutto questo accompagnato da un investimento nel biennio 2015-16 di 8 milioni di euro in nuovi macchinari di ultima generazione per il miglioramento dell’automazione e dall’installazione di un impianto di cogenerazione nella sede di Atessa (provincia di Chieti), dove Irplast ha due insediamenti produttivi, per ridurre i costi di approvvigionamento energetici (a breve un impianto-gemello sarà costruito anche a Empoli). E nello stesso periodo sono state fatte anche 60 assunzioni (età media 28 anni), che hanno fatto salire l’organico della Irplast a 358 unità (188 lavorano al Terrafino, gli altri 170 in Abruzzo): 26 con contratto di apprendistato professionalizzante, 24 stage, 12 a tempo indeterminato e 8 a tempo determinato”.

L’azienda toscana detiene già detiene il 30% del mercato in Europa, Turchia e Russia, esporta nei paesi africani che si affacciano sul Mediterraneo, ma anche in Sudamerica, e ora vuole entrare nel mercato cinese. Per farlo, spiega il quotidiano, ha bisogno di personale altamente qualificato e così punta sulla formazione, ma non esclude per questo nuove assunzioni:

“Ma intanto «questo è stato possibile grazie al Jobs Act – sottolinea Cosi – e agli altri provvedimenti in materia fiscale del governo, che ci hanno permesso di risparmiare 400.000 euro. La metà dei nuovi assunti sono ingegneri: abbiamo cambiato il volto dell’azienda con la convinzione che la formazione e la motivazione delle persone, unitamente agli investimenti in ricerca e nuove tecnologie, siano gli elementi fondamentali dell’innovazione per una sempre maggiore competizione internazionale».

Poi si è rivolto direttamente ai dipendenti: «La conoscenza delle lingue è fondamentale. Altrimenti restiamo fuori dai giochi con certi interlocutori. Per fare un esempio, stiamo per assumere una ragazza cinese, sarà la nostra portabandiera in Oriente, dove – così come in Africa – c’è il nostro futuro»”.