Blitz quotidiano
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Diletta Leotta, Dagospia: “Presto sposa con Matteo Mammì”

ROMA – La nuova stella di Sky Sport Diletta Leotta, 25 anni – in queste ore salita agli onori delle cronache per la diffusione di alcune sue foto private – e il fidanzato Matteo Mammì, come scrive Alberto Dandolo di Dagospia, starebbero per dirsi sì. I soliti ben informati, si legge su Dagospia, sostengono che i due piccioncini siano già andati a convivere da alcune settimane in una lussuosa casa nel centro di Milano. Le nozze sarebbero previste per la primavera.

“Grazie a tutti per le belle parole”. Con un breve post su Facebook, Diletta Leotta ha ringraziato tutti i fan per l’affetto dimostratole nelle ultime ore dopo la diffusione in rete di alcune foto private. Diletta Leotta, ha comunicato il suo ufficio stampa, “ha subito sporto denuncia alla Polizia di Stato chiedendo che si dia inizio all’azione penale contro chiunque risulti concorrente di tutti i reati perseguibili e cioè della pubblicazione e distribuzione delle foto”.

Diletta Leotta nega che tutte le foto che circolano in rete siano sue. Alcune sono “privatissime e di alcuni anni fa”. Altri sono “evidenti fotomontaggi”. Non manca, nella nota, un riferimento a altre vittime di un trattamento simile. Leotta non la cita ma il pensiero corre a Tiziana Cantone che per dei video che circolavano sul web è arrivata ad uccidersi. La nota della giornalista di Sky:

“Quello che è successo oggi è estremamente grave, alcune sue foto privatissime di alcuni anni fa, in realtà insieme ad evidenti fotomontaggi in queste ore sono distribuite in rete da moltissime persone. Diletta ha subito una gravissima violazione della privacy, è molto amareggiata ma nello stesso tempo indignata e pronta a gestire questa vicenda. Il suo pensiero è rivolto a ragazze più giovani, magari meno solide, cercando di condividere la sua esperienza sul fatto che chiunque distribuisce con leggerezza una foto privata magari di un amico, di una fidanzata o di una ex senza chiedere il suo consenso commette un reato.

Questo è ciò che tutti i ragazzi devono avere bene in mente perché una condivisione su WhatsApp o sui social, che non hanno sistemi di controllo dei materiali che transitano su di loro, diventa incontrollabile e senza possibilità di ritorno. E che la denuncia alla Polizia di Stato è la prima cosa da fare”.

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