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Sanremo e… la masturbazione. Annalisa canta “America”

Dopo il reggiseno in vista di Dolcenera, i mutandoni di Laura Pausini e il nude look di Madalina Ghenea la dolce, eterea Annalisa arriva sul palco dell'Ariston nella serata dedicata alle cover portando un brano di Gianna Nannini dedicato, appunto, alla masturbazione: "America"

SANREMO (IMPERIA) – Festival di Sanremo, non manca nemmeno la masturbazione. Dopo il reggiseno in vista di Dolcenera, i mutandoni di Laura Pausini, il nude look di Madalina Ghenea la dolce, eterea Annalisa arriva sul palco dell’Ariston nella serata dedicata alle cover portando un brano di Gianna Nannini dedicato, appunto, alla masturbazione: “America”.

Scritto dalla cantautrice toscana insieme a Mauro Paoluzzi e prodotto da Michelangelo Romano, il brano è stato il primo singolo estratto dall’album “California” del 1979.

Fu il primo grande successo di Gianna Nannini, nonostante il testo controverso: un vero e proprio inno alla masturbazione (femminile e maschile). E che così fosse era esplicito sin dalla copertina del disco, disegnata da Mauro Convertino: una Statua della Libertà con in mano, al posto della fiaccola un vibratore a stelle e strisce.

E se tutto questo non bastasse, a voler fare dietrologie, si può ricordare che la madre di questo brano, Gianna Nannini, proprio pochi anni fa, a cinquant’anni passati, ha avuto un figlio con la fecondazione assistita, essendo lei felicemente fidanzata con una altra donna.

In un Festival di Sanremo con nastrini arcobaleno e ospiti (Elton John e Nicole Kidman) che sono la dimostrazione vivente che la maternità surrogata, come viene chiamata quella ottenuta attraverso una donna che presta il proprio utero alla coppia, non genera mostri. Almeno non più di quanti ne generino mamma e papà secondo tradizione.

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