Blitz quotidiano
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Valentina Nappi: “Family day? Non tutti sono intelligenti”

Scrive Alessandro Milan: "Valentina Nappi non si sforza di piacere al prossimo. Poi, provate a intervistarla se vi riesce. Quando non le piace la domanda, passa. Inutile insistere.Se però riuscite a far breccia nel suo cervello, e a quanto pare ne ha, la sentirete spaziare a tutto campo: dalla filosofia all' economia, dall' attualità alla politica. Senza trascurare ovviamente il sesso, dato che Valentina Nappi, 25 anni, di Scafati, lavora nel porno. E il 23 gennaio è stata vincitrice agli Avn Awards, in pratica gli Oscar dell' hard, nella categoria «migliore scena a tre» (per la cronaca, due donne e un uomo)".

Valentina Nappi (foto Facebook)

Valentina Nappi (foto Facebook)

ROMA – “Le donne dovrebbero darla solo gratis. Quelle che la danno per interesse hanno tutto il mio disprezzo. Quanto alle meretrici, non sono proibizionista ma dovrebbero metterci la faccia e praticare prezzi accessibili anche all’ operaio, altrimenti nella migliore delle ipotesi sono usuraie che sfruttano la frustrazione sessuale maschile”. Parola della pornostar italica Valentina Nappi, intervistata da Alessandro Milan di Libero.

Valentina, dicono tu sia la pornostar italiana più pagata. Quanto guadagni?
«Non lavoro sempre. Nei mesi in cui lavoro posso guadagnare dai cinque ai quindicimila euro lordi, da cui ovviamente vanno detratte spese e tasse. Non mi posso lamentare, ma non sono certo ai livelli di un qualsiasi personaggio del mondo dello spettacolo di fama pari alla mia».

Sulla carta di identità che c’ è scritto alla voce “professione”?
«Ho una carta di identità vecchia. A ogni modo un pornoattore è una via di mezzo fra un performer e un attore. In un certo senso è più di un attore, poiché è chiamato a muoversi sul confine tra rappresentazione e performance. Ma direi che attore va bene».

Valentina Nappi: attrice.
«Sì, se facciamo riferimento a un’ accezione sufficientemente ampia del termine, entro cui cada anche l’ attore che improvvisa, l’ artista performativo, il ginnasta e chiunque dedichi la propria vita alla ricerca della bellezza di un gesto pubblico».

Valentina Nappi ginnasta: il riferimento, immagino, è alle contorsioni…

«No: il riferimento, come detto, è alla ricerca della bellezza di un gesto».

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Che ne pensi delle violenze sulle donne a Capodanno in Germania? Secondo te c’ entra l’ islam?
«È una domanda mal posta sul piano logico. L’ islam è una religione, è diffusa in contesti estremamente differenti tra loro, contesti il cui grado di modernità e sviluppo varia enormemente. A ogni modo io sono contro tutte le religioni».

Ma è in corso una battaglia di civiltà tra noi e l’ islam? Quanto c’ entra la libertà sessuale in questo discorso?
«La battaglia di civiltà è tra la modernità e le forze, come ad esempio la religione cattolica, che provano a resisterle. La modernità è la morale autonoma kantiana, l’ utilitarismo benthamiano, il positivismo, il futurismo e in futuro probabilmente il comunismo. Le forze che le resistono sono le tradizioni, le religioni, il conservatorismo sociale e il conservatorismo economico (che oggi è rappresentato dal nefasto neoliberismo che erode i diritti del lavoro)».

Il comunismo è il futuro?! Veramente mi sembra più il passato, e anche nefasto. O no?
«Quello che dici è la banale vulgata di destra sull’ argomento. Non intendo replicare perché il discorso sarebbe estremamente lungo».

Hai scritto su Facebook: “Io sono femmina, non sono donna. Perché alle donne piace abbuscare”, che poi in napoletano significa “prendere botte”. Me la spieghi?
«Donna viene da “mea domina”, è un lemma di origine stilnovista, non mi piace. Mi fa pensare ai ruoli di genere. E una che accetta i ruoli di genere come la porta aperta dall’ uomo, essere servita prima al ristorante e cose così, dovrebbe essere coerente e accettare anche di abbuscare».

Fammi capire, dato che in un’ altra occasione hai detto “han provato a farmi il baciamano, ho risposto baciami il culo”. Se una donna accetta una galanteria, è giusto che accetti anche uno sberlone?
«Non è questo il punto. Il punto è che lo sberlone e la galanteria appartengono alla stessa cultura, che viene dal passato».

Valentina Nappi e i profughi: tu sei contro le barriere e i confini. Sei dunque contenta che il governo Renzi vuole togliere il reato di clandestinità?
«Io non sono per la libertà di movimento di quelli che sono contro la libertà di movimento.
Quelli li confinerei in uno Stato tutto loro e non li farei uscire».

Non credi che gli immigrati poveri e senza lavoro portano un maggiore tasso di criminalità?
«Qualsiasi economista serio (un Giavazzi, per esempio) ti farebbe notare che gli immigrati costituiscono una ricchezza. Quasi in nessun caso c’ è stato un aumento statisticamente significativo dei crimini nei Paesi che hanno aperto le porte all’ immigrazione».

Una volta hai ammesso di avere fatto sesso con un profugo, è vero?
«Ho fatto sesso con immigrati, ma credo si trattasse di immigrati regolari».

Sei anti leghista. Se uno vota Salvini tu lo banni e lo cancelli dai social. Perché?
«Per dargli una sberla virtuale, sperando che si svegli».

C’ è qualche politico che vedresti bene in un tuo film?
«Passo. Che palle».
Dimmi allora che pensi del “bunga bunga” di Berlusconi.
«Ci deve far vergognare. Ti rimando al mio video: “La do a tutti tranne che al capo”».

Il video è in rete, Youtube l’ ha rimosso ma si trova facilmente. Dura 14 secondi, ci sei tu in costume che dici appunto questa frase. Stop. Cos’ è, un invito alle donne a darla il più possibile, anche gratis, ma non al potente di turno?
«Direi solo gratis. Quelle che la danno per interesse hanno tutto il mio disprezzo. Quanto alle meretrici, non sono proibizionista ma dovrebbero metterci la faccia e praticare prezzi accessibili anche all’ operaio, altrimenti nella migliore delle ipotesi sono usuraie che sfruttano la frustrazione sessuale maschile. Ad ogni modo mi fa schifo che una possa avvantaggiarsi socialmente, economicamente o nella carriera per il semplice fatto che ha la figa».

Nel 2011 l’ Agenzia delle Entrate disse che in Italia la porno-tax ha portato oltre 21 milioni di euro allo Stato. È una tassa giusta per te?
«Il dato mi sorprende. Ma probabilmente vi si fanno rientrare molte cose (come la vendita di sex toys…). Sicuramente la parte che deriva dalla produzione e vendita di video sarà insignificante».

La Diesel di Renzo Rosso farà pubblicità sui siti porno, perché “lì la gente va a cliccare”. Che ne pensi?
«È una buona notizia, dato che invece normalmente la pubblicità sui siti porno rende pochissimo».
Valentina, in Italia si parla di Unioni civili. Sei a favore?
«Certo».

Due omosessuali devono poter adottare un bambino?
«Assolutamente sì. Reputo assurdo che ci si ponga anche il problema».

Sabato però c’ è stato il Family Day. Che pensi di quelle persone in piazza?
«Non tutti sono condannati a essere intelligenti».

Parliamo del tuo lavoro: una pornostar sul set fa finta di provare piacere?
«I maschi secondo te godono davvero? E se i maschi godono davvero, perché le femmine non dovrebbero? La tua domanda è evidentemente sessista».

Non è sessista. D’ altronde pesco da una tua vecchia intervista: “le donne che fingono l’ orgasmo dovrebbero essere segnalate in una qualche lista pubblica!”.
«Vuol dire che il fatto che fingano è un problema. È un po’ come la gente che ricorre all’ adulazione, credendo di non far nulla di male ma alla lunga producendo più infelicità che felicità».

Massimo Boldi ti chiese: “Ma perché una ragazza bella come te fa porno?” e tu: “Per avere la possibilità di fare gang bang con dodici neri”. Al di là delle battute, mi dici davvero perché lo fai?
«L’ ho spiegato varie volte e quel tweet è in un certo senso una sintesi. Se preferisci che ti dia un’ altra risposta, che magari non metta in crisi la tua visione del mondo, scrivitela da solo».
Nella mia domanda non c’ era alcun giudizio morale. Ma come a me chiedono perché faccio il giornalista e rispondo, tu spiegami perché fai la pornostar.
«Perché ti dà possibilità di esplorare, ricercare, approfondire, anche grazie al rapporto con la cinepresa, che altrimenti non avresti».

Rocco Siffredi dice di essere guarito dalla dipendenza da sesso, a te spaventa questa patologia?
«È una presunta patologia che non esiste. Non è riconosciuta dalla comunità medica. Su Rocco mi sono già espressa e non intendo tornare sull’ argomento».

Quindi le cosiddette “cliniche del sesso” dove vanno anche i vip per disintossicarsi sono inutili?
«Non le conosco».

Su Rocco non vuoi esprimerti, però lui ha lanciato una petizione on line per introdurre l’ educazione sessuale a scuola. Tu la firmeresti?
«No, ma la spiegazione sarebbe estremamente lunga».

Cosa significa trasgressione per te?
«È una cosa negativa. È una forma di incoerenza. Io sono per la coerenza col proprio punto di vista e se si è coerenti non si trasgredisce».

Mettiamo che giri sul set per otto ore, poi vai a casa e contempli l’ idea di fare ancora sesso?
«Ci sono tanti modi di fare sesso. Al pilota di Formula 1 capiterà anche di guidare un’ utilitaria in città o di fare una tranquilla gita fuori porta».

Hai fatto casting pubblici per pornoattori ma non hai ottenuto grandi risultati: significa che non sappiamo più fare sesso?
«Forse manca soprattutto chi prenda seriamente il mestiere di pornoattore».
Dimmi allora una caratteristica imprescindibile per fare il pornoattore.
«La più importante è la testardaggine nel migliorarsi. Il pornoattore deve essere un po’ come un maestro di sushi o come un qualsiasi artigiano che lavori con la gestualità: deve provare e riprovare, vedere cosa viene fuori, modificare un po’ i particolari, cercare allo stesso tempo l’ eleganza e la potenza dell’ immagine trasmessa».
Il porno e la paura di contrarre malattie.Quanto ci pensi?
«È ben noto che la gente sopravvaluta certi rischi e ne sottovaluta altri. Ad esempio, il rischio rappresentato dagli attentati terroristici è enormemente amplificato dalla percezione collettiva, mentre quello degli incidenti stradali è molto sottovalutato. Ecco: il rischio di contrarre l’ hiv per un pornoattore è prossimo allo zero».

Con quelle acrobazie sul set, problemi fisici ne hai?
«Nessuno».

Già, sei giovane. Pratica sessuale preferita sul set e in privato?
«Non ho pratiche preferite. Sono un po’ come un cuoco: mi piacciono tutte le materie prime, poi tutto dipende dal “come”, non dal “che”».

Un giorno ti vedi mamma? Se sì che dirai a tuo figlio del tuo lavoro?
«Ti ricordo che il mio nome da pornoattrice coincide perfettamente col mio nome reale. Ad ogni modo, non voglio avere figli, anzi sulla Terra siamo in troppi e bisognerebbe entrare in una logica di controllo delle nascite».

E chi ci dovrebbe pensare?!
«Ci stiamo organizzando, noi del Nuovo Ordine Mondiale».





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