Blitz quotidiano
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Libia, Luigi Zanda: “Vicini alle famiglie di Failla e Piano”

ROMA – Italiani rapiti in Libia, il capogruppo del Pd al Senato, Luigi Zanda, esprime la propria vicinanza alle famiglie di Salvatore Failla e Fausto Piano, i due dipendenti della Bonatti di Parma uccisi il 2 marzo vicino a Sabrata.

“Anche io voglio esprimere a nome delle senatrici e dei senatori del Partito Democratico il nostro dolore per la morte di Fausto Piano e Salvatore Failla e la nostra vicinanza alle loro famiglie. Bene ha fatto il ministro Gentiloni a confermare che il Governo italiano farà di tutto per accertare la verità sul sequestro dei quattro connazionali, la morte di Piano e Failla, così come sta facendo per accertare cos’è accaduto per l’orrenda uccisione di Giulio Regeni. Aspettiamo con fiducia l’esito del lavoro di accertamento dei nostri servizi e della nostra diplomazia che cercano verità”,

ha detto il presidente del Pd al Senato nel suo intervento sull’informativa sulla Libia del ministro Paolo Gentiloni.

Proprio Gentiloni mercoledì 9 marzo è intervenuto in Parlamento per chiarire le intenzioni dell’Italia in Libia: di fronte alla minaccia “reale” dell’Isis, ha detto il capo della Farnesina, “l’Italia si difenderà”. Ma la Libia, con i suoi 200mila uomini armati, “non è un teatro facile per esibizioni muscolari”. Ci vogliono “fermezza, prudenza e responsabilità” e, per questo, “il governo non si farà trascinare in avventure inutili, e perfino pericolose, per la sicurezza nazionale”. La guerra, insomma, non è alle porte, almeno per il momento.

 

E’ vero che l’Italia sta coordinando con gli alleati la pianificazione di un’eventuale missione militare. Ma – ha ribadito Gentiloni in Aula – questa ci sarà “se e quando” lo chiederà un governo libico legittimo. E, comunque, “nel rispetto della Costituzione, e solo dopo il via libera del parlamento italiano”.