Blitz quotidiano
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Luigi Di Maio: “Matteo Renzi come Pinochet”

ROMA – “Renzi come Pinochet”. Lo dice senza mezzi termini uno degli esponenti di punta del Movimento Stelle, Luigi Di Maio. Lo dice forse non ricordando gli oltre 3mila morti dello stadio di Santiago del Cile, e forse non ricordando neppure che soltanto la morte ha evitato a Pinochet una condanna per crimini contro l’umanità. Secondo Di Maio Renzi

“non è un Presidente del Consiglio ma il più grande provocatore del popolo italiano, un Presidente non eletto, senza alcuna legittimazione popolare, che sorride mentre le persone soffrono. Il referendum di ottobre, novembre o dicembre (ci faccia sapere la data, quando gli farà comodo) lui stesso lo sta facendo diventare un voto sul suo personaggio che ha occupato con arroganza la cosa pubblica, come ai tempi di Pinochet in Cile. E sappiamo come è finita”.

“Noi continueremo a raccontare i pericoli della Riforma Costituzionale, il nostro obiettivo è salvare la Carta fondamentale del Paese dalle sue oscene modifiche. Questa non è una riforma, è un attentato alla democrazia” aggiunge il componente del direttorio M5s che poi sottolinea: Renzi “parla di Legge elettorale e di referendum, mentre i cittadini chiedono soluzioni ai problemi reali: meno tasse, lavoro, reddito, sviluppo, diritto alla salute e all’istruzione. Ma soprattutto parla di modifiche alla nostra Costituzione. Un Presidente del Consiglio mai passato per il voto, che non ha mai presentato un programma elettorale agli elettori e che è a capo di una maggioranza eletta con una Legge dichiarata incostituzionale”.