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Rousseau, un software controlla-M5S l’eredità di Casaleggio

ROMA – Rousseau, un software controlla-M5S l’eredità di Casaleggio. Era il suo pallino, il totem che rappresentava l’innovazione politica del Movimento, della democrazia partecipata grazie alla Rete. Tra le molte eredità che Gianroberto Casaleggio lascia al M5s c’è anche questo: il sistema operativo a 5 Stelle di cui lo stesso Casaleggio ha scelto il nome molto evocativo: Rousseau. Filosofo che lo stesso guru 5 Stelle definiva “padre della democrazia diretta”.

La piattaforma di dialogo del M5s è infatti operativa proprio da oggi, il segno dell’eredità che ha voluto lasciare ad eletti ed attivisti. “L’ultimo regalo di Gianroberto” commentano i 5 Stelle. Il suo fine, diceva il cofondatore M5s “è il funzionamento del Movimento on line” e così si è sviluppato: gestione delle componenti elettive e partecipazione degli iscritti sia sulla scrittura delle leggi, sia sulle votazioni e per dirimere questioni interne.

Sviluppato nel corso dei tre anni di vita parlamentare del M5s, il sistema operativo è stato tante volte annunciato e spesso rinviato: la messa a punto quasi definitiva è stata definita a fine 2015. Da oggi è on-line anche se dovrà ancora essere sottoposto a qualche ultimo aggiornamento tecnico. E funzionerà come protesi telematica di un movimento che, contro l’idea tradizionale del partito radicato, non ha una sede fisica, ma una struttura reticolare.

La nuova “segreteria” M5S, resa dei conti con staff comunicazione. Rousseau è il luogo delle istanze e della decisione, dell’azione e della propaganda, delle candidature e della verifica dei profili. Del controllo della macchina 5 Stelle. Che con la morte di Casaleggio è pronta a un nuovo tagliando, a cominciare da un regolamento dei conti con lo staff comunicazione difeso dal cofondatore e contro cui finora niente hanno potuto i parlamentari.

“Ora si rifaranno sotto i tanti nemici di Ilaria Loquenzi, forse anche a breve, e di Rocco Casalino, l’ex del Grande fratello”, segnala Jacopo Jacoboni de La Stampa, considerando i comunicatori invisi ai parlamentari le prime vittime del patto stretto tra Di Maio e Casaleggio junior.

Sempre all’interno di Rousseau verranno nominate delle figure, già presenti nella versione beta dell’applicazione, che costituiranno la “segreteria” del nuovo M5S. Oltre a Paola Carinelli, la più “casaleggiana” tra gli eletti a Roma, che dovrebbe assumere il ruolo che nei partiti ricopre il responsabile dell’organizzazione, verranno nominati dei responsabili di funzione. Ai meet up Roberto Fico e Alessandro Di Battista.

Agli iscritti Danilo Toninelli. All’e-learning Nicola Morra. All’attivismo Paola Taverna. Al portale lex, che consente agli attivisti di “comporre” proposte di legge online, ci saranno Manlio Di Stefano e Nunzia Catalfo per il nazionale, Davide Bono e per il livello regionale e David Borrelli per il parlamento europeo. Allo sharing Max Bugani e Marco Piazza. (Francesco Maesano, La Stampa)