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Vitalizi. Renzi “grillino” fa infuriare anche i fedelissimi: “Il popolo sceglie l’originale”

Vitalizi. Renzi "grillino" fa infuriare anche i fedelissimi: "Il popolo sceglie l'originale"

Vitalizi. Renzi “grillino” fa infuriare anche i fedelissimi: “Il popolo sceglie l’originale”

ROMA – Vitalizi. Renzi “grillino” fa infuriare anche i fedelissimi: “Il popolo sceglie l’originale”. La sortita di martedì sera da parte di Matteo Renzi, che aveva sostenuto la necessità di elezioni anticipate a giugno per evitare che i parlamentari a settembre maturino il vitalizio, agita le acque nei partiti e in modo particolare nel Pd. C’è stata una vera e propria alzata di scudi tra i dem, contro parole che – ha commentato più di un parlamentare – “delegittimano”.

L’indignazione è giunta anche in Aula alla Camera, tanto che la presidente Laura Boldrini ha chiesto “rispetto” per “il lavoro quotidiano” dei deputati. Marco Miccoli, della minoranza Dem, dopo aver ricordato tutte le leggende che circolano sui social sui privilegi dei parlamentari ha detto a Renzi: “se vuoi competere con Grillo e Di Battista sappi che alle copie sbiadite gli elettori preferiscono l’originale”.

In transatlantico la presidente della Commissione Giustizia, Donatella Ferrante, non ha trattenuto l’ira, mentre la renziana Anna Ascani ha parlato di “stronzata”. Tra i Dem, sia alla Camera che al Senato, è scattata la raccolta firme che a Montecitorio il capogruppo Ettore Rosato ha bloccato parzialmente (alla fine in 17 hanno inviato una lettera a Renzi).

Una scena che dice molto è la seguente. Parla in aula il deputato di Sinistra Italiana, Gianni Melilla. Attacca Renzi dicendo che «non va assecondato il qualunquismo» sui vitalizi e i presenti lo applaudono caldamente, compresa la metà (e oltre) dei deputati del Pd. Più che una difesa dei personali privilegi di casta, che in qualcuno comunque c’è, stavolta sembra agire nei parlamentati di destra, sinistra, centro, un fastidio per come l’ex premier – già in campagna elettorale – li tratta: da mangiapane a tradimento. Ecco allora la presidente Boldrini che dice alt a Renzi: «No alla delegittimazione del Parlamento». (Mario Ajello, Il Messaggero)

Il presidente della Commissione Affari costituzionali, Andrea Mazziotti, è incredulo: “prima del Referendum Renzi diceva che la legislatura si sarebbe chiusa nel 2018. Ma se il problema è togliere il vitalizio perché il Pd non ha fatto votare le leggi che lo abrogavano” per quanti sono stati parlamentari prima del 2011?

E proposte in tal senso le hanno presentate lo stesso Mazziotti, M5s e il renziano Matteo Richetti, che lo ricorda al suo segretario. In Aula dal ‘fittiano’ Maurizio Bianconi a Gianni Melilla (Si), tutti invocano l’intervento della presidente Laura Boldrini che a metà pomeriggio difende i membri della Assemblea che presiede: “Lasciar intendere che la maturazione dell’eventuale pensione possa essere il criterio-guida in base al quale i deputati decideranno sulla conclusione della legislatura rischia di contribuire alla delegittimazione del Parlamento. Si fa torto cosi’ a tanti membri della Camera, delle piu’ diverse parti politiche, che meritano rispetto per il loro serio lavoro quotidiano”.

Tra i Dem la preoccupazione è che l’uscita di Renzi preluda al tono della campagna elettorale, con toni grillini, che farebbero perdere voti: “Renzi ci farebbe perdere, per questo bisogna fare il Congresso e fermarlo” sentenzia Francesco Boccia.

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