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Obama “vota” Renzi: “Anche se vince il No deve restare”

ROMA – Obama “vota” Renzi: “Anche se vince il No deve restare”. Per l’ultima cena di Stato alla Casa Bianca Obama ha voluto come ospite d’onore il presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi: per il quotidiano inglese The Guardian il presidente uscente ha steso un “tappeto rosso” all’ospite elogiandone il profilo riformista in casa e anti-austerity in Europa, appoggiandolo incondizionatamente per la sfida del referendum costituzionale, puntellandone la leadership entrando direttamente nella vicenda italiana quando dichiara che anche dovesse vincere il “No” non dovrebbe uscire di scena.

Il Washington Post, descrivendo con largo anticipo i fasti del cerimoniale per la cena di stasera, definisce l’invito a Renzi “un clamoroso voto di fiducia da parte dell’amministrazione Obama”, per il Financial Times l’invito è stato preparato con una accoglienza degna di una “star”. Il feeling di Obama per colui che è stato ribattezzato il “Justin Trudeau della politica europea” (il giovane premier canadese), in due anni e mezzo si è trasformato da una simpatia per l'”energia” di Renzi ad un asse che va dalla totale sintonia sulla crescita in antitesi all’austerity agli impegni da “alleato fidato” assunti dall’Italia in Libia e nella Nato.

E Renzi non fa mistero di voler “copiare” il presidente Usa in una strategia economica espansiva che gli farà da faro quando, fresco della legge di bilancio, volerà giovedì al consiglio europeo per cominciare a lavorare al fianco dei partner europeo per strappare l’ok alla manovra.

Gli Usa poi favoriscono l’impegno della Nato nel salvataggio dei migranti. Qui si inserisce anche il dossier dell’Egitto, che ci riguarda per l’uccisione di Regeni e il futuro del giacimento di gas scoperto dall’Eni davanti alle coste del Paese. Viste le sue difficoltà economiche, l’Egitto ha chiesto al Fondo Monetario Internazionale un pacchetto di aiuti da circa 30 miliardi di dollari, che viene negoziato in questi giorni. Gli americani hanno accolto con favore la richiesta, perché offre una leva: sono disposti ad aiutare il Cairo, mettendo però sul tavolo tutte le questioni aperte. (La Stampa)

Gli assist di Obama su Europa, crescita e referendum. Mentre in Usa “le imprese hanno creato oltre 15 milioni di nuovi posti di lavoro”, in Europa “credo che le misure di austerità abbiano contribuito al rallentamento della crescita. In certi paesi abbiamo visto anni di stagnazione, che ha alimentato le frustrazioni economiche e le ansie che vediamo in tutto il continente, soprattutto tra i giovani che hanno più probabilità di essere disoccupati. Ecco perché penso che la visione e le riforme ambiziose che il primo ministro Renzi sta perseguendo siano così importanti”.

Barack Obama, nell’intervista esclusiva rilasciata a Repubblica, definisce l’Italia “uno degli alleati più forti e vicini dell’America”. “Renzi sa bene che Paesi come l’Italia devono proseguire il loro percorso di riforme per aumentare la produttività, stimolare gli investimenti privati e scatenare l’innovazione, ma riconosce che hanno bisogno di spazio per effettuare gli investimenti necessari a sostenere la crescita e l’occupazione e ampliare opportunità”, dichiara Obama.

“L’economia italiana ha ricominciato a crescere. Più italiani stanno lavorando. Matteo sa bene che il progresso deve essere ancora più veloce, e un tema centrale delle nostre discussioni sarà come i nostri Paesi possano continuare a lavorare insieme per creare più crescita e occupazione su entrambe le sponde dell’Atlantico”.

Guardando all’Europa, “l’Unione Europea rimane uno dei più grandi successi politici ed economici dei tempi moderni”, afferma Obama, secondo cui contro i populismi “occorrono politiche economiche inclusive, che investano fortemente nei nostri cittadini dando loro istruzione, competenze e la formazione necessaria per aumentare gli stipendi e ridurre le disuguaglianze”.

“Il mondo è più ricco – aggiunge – ma il capitalismo senz’anima che avvantaggia solo pochi in alto sta diventando un pericolo”. Quanto al Ttip, “nella nostra economia globale non è possibile alzare il ponte levatoio”. In tema di immigrazione, “l’Italia è in prima linea e ha un ruolo di leadership nell’affrontare la crisi dei rifugiati, che è una catastrofe umanitaria e un test della nostra comune umanità”, ma “un piccolo numero di Paesi non può sostenere quest’onere da solo”, dice il presidente Usa.

“Le immagini di tanti migranti disperati che annegano nel Mediterraneo sono più che strazianti”. Nell’intervista Obama invoca più collaborazione tra i servizi segreti occidentali “per prevenire gli attacchi terroristici”. In Iraq e in Siria, osserva, “lo Stato islamico è sulla difensiva, la nostra coalizione sull’offensiva. Ho fiducia che vinceremo e l’Isis perderà”.