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Patente, per averla servono fino a 4 mesi: troppa burocrazia…

ROMA – Quanto tempo ci vuole per prendere la patente? Da 2 a 4 mesi, causa intoppi della burocrazia. Le motorizzazioni sono in crisi da Milano a Palermo e migliaia di esami sono a rischio nelle scuole guida italiane. Un esempio? A Firenze per un duplicato della patente smarrita ci volevano 5 giorni fino a 2 anni fa, ora si rischia di dover aspettare anche 3 mesi. A Milano invece per sostenere l’esame di guida bisogna aspettare 60 giorni, cioè 2 mesi, dalla richiesta.

Franco Vanni su Repubblica racconta la situazione di motorizzazioni e scuole guida, spiegando che dopo la spending review dal 2008 a oggi il personale negli uffici si  ridotto di oltre un terzo, passando da 5500 dipendenti a 3500, col risultato che le pratiche burocratiche per prendere la patente o rinnovarla ristagnano sulle scrivanie e i tempi si allungano:

“Nel frattempo, superato il momento peggiore della crisi, il numero delle prove d’esame è tornato ad aumentare, dagli 1,64 milioni di esami (fra teoria e pratica) del 2012 agli 1,83 milioni del 2015. Una situazione divenuta esplosiva in questi giorni, con la fine delle lezioni alle superiori e la corsa dei diciottenni a iscriversi agli esami. Tanto che al ministero delle Insfrastrutture e trasporti, guidato dall’aprile 2015 da Graziano Delrio, fanno sapere: “Contiamo di recuperare subito un centinaio di funzionari e impiegati fra i lavoratori delle ex Province da inviare nelle sedi della Motorizzazione, per tamponare l’emergenza”.

In tutta Italia gli esaminatori fanno le prove di guida in straordinario, secondo la modalità delle “sedute in conto privato”. In pratica, a pagare le ore lavorate e l’indennità di trasferta sono le scuole guida. “Un tempo le sedute in conto privato erano l’eccezione – dice Emilio Patella, presidente di Unasca, associazione delle scuole guida – ormai vengono fatti così otto esami di pratica su dieci”. E i candidati si trovano di fatto a pagare le spese agli esaminatori. Va anche peggio agli autotrasportatori. “La revisione dei camion si paga cara. E in Veneto, come in Liguria, l’attesa supera i tre mesi – dice Giulia Guida, della segreteria nazionale Filt Cgil – Bisognerebbe consentire alle aziende di fare le revisioni altrove, in modo da velocizzarle”.

Per spiegare il caos della Motorizzazione, i sindacati puntano il dito contro il blocco del turn-over in caso di pensionamento dei lavoratori. Mantova ha risolto il problema chiudendo l’ufficio due giorni alla settimana. Altrove, si trasferiscono esaminatori, con esiti grotteschi. Negli uffici di Sassari e Oristano, il personale è preso in prestito da Cagliari, così costretta a chiedere a sua volta rinforzi al Lazio e alla Toscana. Ovviamente con indennità di trasferta.

Oltre ai pensionati, ci sarebbero da sostituire i lavoratori malati – solo a Torino sono 7 – o allontanati in seguito a inchieste giudiziarie. È il caso di Napoli, dove dal luglio 2014 sono vacanti i posti di due dipendenti accusati di avere falsificato la revisione del bus che cadde dal viadotto di Acqualonga nel 2013, provocando 40 morti. E a Milano si attende dal 2012 la sostituzione di nove funzionari rimossi a seguito di un’inchiesta su un giro di compravendita di patenti da 160mila euro l’anno.

Alla motorizzazione di Milano, dove nel 2008 lavoravano in 142, si è scesi a 103 dipendenti. Questo spiega come mai siano stati rimandati 998 esami previsti per giugno. E da dieci giorni manca il direttore, dopo che Paolo Nocera è andato in pensione. Così, nessuno può firmare revoche delle carte di circolazione e certificati di abilitazione per i tassisti. “Si è passati da cinque giorni di attesa a più di un mese”, lamenta Pietro Gagliardi, rappresentante dei tassisti per Unione Artigiani.

Nel maggio 2014, nell’ambito del piano “Sforbicia Italia”, il governo annunciò “l’accorpamento di Aci, Motorizzazione civile e Pra, per risparmiare 220 milioni”. Ancora si attende. E il ministero dei Trasporti è in cerca di qualcuno, fra i suoi 11mila dipendenti, da inviare in rinforzo alla Motorizzazione. A quel punto si ragionerà della possibilità di nuove assunzioni”.


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