Salute

Diabete, nuova pillola sugar killer riduce le dosi necessarie di insulina

Diabete, nuovo farmaco tiene a bada il glucosio e riduce le dosi necessarie di insulina

Diabete, nuovo farmaco tiene a bada il glucosio e riduce le dosi necessarie di insulina

LISBONA – Si chiama Sotagliflozin ed è un nuovo promettente farmaco contro il diabete. Basta una sola pasticca per tenere a bada i livelli di glucosio nel sangue, riducendo così il fabbisogno di insulina nei pazienti affetti dal tipo 1, quelli cioè costretti a vita a iniezioni quotidiane dell’ormone per via della prematura morte delle beta-cellule nel pancreas. Gli esiti dell’ultimo trial clinico sono stati pubblicati sull’autorevole rivista New England Journal of Medicine e sono stati presentati al Congresso Europeo sul Diabede (Easd) in corso a Lisbona. Tra i principali ricercatori coinvolti c’è anche l’italiano Paolo Pozzilli, ordinario di Endocrinologia e Malattie Metaboliche all’Università Campus Bio-Medico di Roma. Al maxi studio clinico hanno preso parte 1.402 soggetti con diabete di tipo 1, reclutati da 133 centri di ricerca dislocati in 19 Paesi del mondo.

Ribattezzata pillola “sugar killer”, la speciale pasticca si è dimostrata capace di abbassare la glicemia e l’emoglobina glicata dei pazienti (che è indice di buon controllo della malattia) e soprattutto di ridurre la dose quotidiana d’insulina necessaria alla gestione della malattia. Tenere meglio sotto controllo la malattia grazie a questo farmaco, spiega Pozzilli, può significare un minor rischio di complicanze a lungo termine e una migliore qualità della vita specie per i diabetici di tipo 1

Il Sotagliflozin, preso la mattina a colazione, si è infatti rivelato capace di tenere a bada il glucosio nel sangue, pur con un minore apporto di insulina, la cui assunzione è imprescindibile per gli affetti del tipo 1. La nuova compressa, che sarà in commercio entro un anno, cancella gli sbalzi glicemici ed evita l’ipoglicemia, pericoloso deficit di zucchero cui può andare incontro il diabetico, inoltre stabilizza la pressione e favorisce la perdita di peso.

“La sperimentazione – spiega Pozzilli – ha accertato che questo nuovo farmaco, che fa parte della classe dei cosiddetti inibitori del riassorbimento del glucosio a livello renale, (e che quindi porta all’eliminazione dell’eccesso di zucchero attraverso le urine), è in grado di ridurre il suo assorbimento anche a livello intestinale”.

Dati del ministero alla mano, gli italiani con diabete di tipo 1 sono circa 300mila. Nel mondo sono 29 milioni ma il fenomeno è in crescita. Il successo della sperimentazione rappresenta, quindi, una potenziale rivoluzione per la cura di questo tipo di patologia, detta anche giovanile perché di solito colpisce soggetti nell’infanzia o nell’adolescenza.

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