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Giornata dello yoga: cos’è, perché fa bene e perché piace alle donne

ROMA – Il 21 giugno 2016 è la giornata mondiale dello yoga. Ma cos’è lo yoga? Potrebbe avere decine di migliaia di anni, è antico come il tempo e documentato già nel 200 d.C., per questo parlare oggi di “riscoperta” è paradossale. Eppure proprio in questi anni per questa scienza complessa eppure così naturale, nelle sue molte declinazioni – i Sutra che vanno dal Niyama al Pranayama, dal Dhrana ad Asana – sembra assistere ad una nuova diffusione specie in Europa e in America, documentata dai moltissimi centri yoga aperti recentemente e da un boom editoriale di manuali e persino di film. Il 21 giugno si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale dello Yoga.

Tantissime iniziative – il servizio completo su Ansa Lifestyle – dal ritorno in sala del Sentiero della Felicità – Awake: The Life of Yogananda di Paola di Florio e Lisa Leeman, un documentario sul maestro indiano Paramahansa Yogananda già visto da oltre 30 mila persone e di nuovo al cinema in 50 sale alla settimana di appuntamenti su yoga, ayurveda e meditazione organizzata a Roma dall’ambasciata indiana con un evento finale il 21 giugno al Parco della Musica, dallo Yoga Tour di Io Donna all’India Film Fest alla Casa del Cinema a Roma con lezioni gratuite nel teatro all’aperto.

A Milano, all’Arco della Pace al Sempione – ci sarà un mega raduno con uno dei 10 maestri più importanti della Gran Bretagna, David Sye, l’insegnante inglese che da anni si batte per la pace in Palestina attraverso la sua associazione Yoga Beats Conflict. Stress, incertezze, ritmi veloci sono probabilmente fattori che hanno indotto ancora più persone a cercare nella pratica dello yoga un po’ di pacifica chiarezza e armonia tra corpo e spirito, in una parola a stare meglio. Attraverso la pratica di movimenti, il mantenere le posizioni del corpo, esercitarsi con la respirazione profonda e raggiungere la concentrazione mentale lo yoga ci rilassa mettendoci in contatto con il nostro essere interiore, con il ‘sé più autentico’, pensando a quello e non ad altro, avendo insomma nello yoga una parentesi rilassante/energetica al ritmo frenetico della quotidianità.

Le motivazioni per questo nuovo boom ci sono tutte, è evidente. Lo yoga è per chiunque e a qualunque età – anzi la novità in occidente è l’esplosione di centri per i bambini, Piccolo Yoga per bambini dai 5 agli 11 anni è in uscita, ultimo di una serie di libri dedicati – ma in particolare è femmina. Circa l’85% di coloro che praticano lo yoga sono donne.

Innanzitutto perché equilibra gli ormoni durante i vari stadi della vita di una donna e inoltre perché serve ad equilibrare le emozioni, a ridurre l’impatto anche psicologico di malattie gravi ed è molto affine al bisogno femminile – come spiega bene Shakta Kaur Khalsa autrice di un best seller sul tema (Yoga per Donne, Macro Edizioni) – di avere un modo di vivere confortevole e rilassato. Lo yoga arriva dritto al cuore dei nostri bisogni: abbiamo bisogno di sentirci amate e lo yoga sviluppa l’amore in noi stesse, abbiamo bisogno di sentirci al sicuro e lo yoga fa capire che la sicurezza si trova dentro di noi, abbiamo bisogno di sentirci realizzate e lo yoga sviluppa la consapevolezza e la realizzazione di se.

Molti sono gli stili – il kundalini, l’hatha, l’Ashtanga, Vinyasa Flow e Ananda Yoga – e tutti collegati. Innumerevoli i libri dedicati – si va dal Grande libro della YogaTerapia a Yoga per tutti, dal Risveglio della Kundalini al Chakra per i principianti, tutti della casa editrice Macro, tra le più importanti su questo argomento a “Gravidanza Benessere Yoga” di Tara Lee e Mary Attwood – Edizioni Mental Fitness Publishing Milano. Dal 2006 in alcune città italiane si è dato vita a veri e propri frequentatissimi Yoga festival: a Milano (14,15 e 16 ottobre), Roma (16, 17, 18 settembre), Colli Euganei (Pd) (4-5 giugno).

Milioni di persone in India, con alla testa il primo ministro Narendra Modi ed i ministri del suo governo, e molte altre in numerosi Paesi del mondo, hanno celebrato oggi la seconda Giornata internazionale dello Yoga, inaugurata lo scorso anno dall’Onu.

Rivolgendosi in tuta bianca e sciarpa ad una folla di 30.000 persone convenute a Chandigarh, nella zona del Capitol Complex progettata da Le Corbusier, Modi ha voluto sottolineare che “lo yoga non è una attività religiosa“.

Le religioni, ha spiegato il premier secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa Ians, si preoccupano di dire all’uomo quello che otterrà una volta morto. Ma “lo yoga non ha nulla a che vedere con l’aldilà. Per cui, non è una pratica religiosa. È una scienza di questo mondo e riguarda quello che di buono possiamo ottenere nella nostra vita”.

Dopo aver dedicato una parte importante del suo discorso ai benefici effetti di questa pratica per la cura del diabete, Modi è sceso sulla spianata prendendo posto su uno dei 30.000 materassini rosa e blu per eseguire alcune delle principali posizioni (asana) dello yoga.

Eventi legati alla Giornata internazionale si sono svolti in praticamente tutti gli Stati indiani, con unica eccezione quella del Bihar, dove il governatore Nitish Kumar, noto avversario politico di Modi, ha ordinato di festeggiare oggi la Giornata internazionale della musica, invece di quella dello yoga. Infine, uno dei più noti guru indiani, Baba Ramdev, ha guidato una lezione di yoga a Faridabad, in Haryana, a cui hanno partecipato secondo gli organizzatori 100.000 persone, mettendo a segno una sorta di record assoluto in questo campo.

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  • Il famoso maestro Yoga David Sye (Immagini da Ansa Lifestyle)
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  • Yoga a Villa Celimontana a Roma (Immagini da Ansa Lifestyle)
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  • Yoga a Villa Pamphili a Roma (Immagini da Ansa Lifestyle)
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