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Meningite, aumentano i contagi tra i pazienti vaccinati

FIRENZE – Aumentano i casi di persone che si ammalano di meningite nonostante siano state vaccinate, soprattutto in Toscana. L’allarme arriva dal quotidiano Il Tirreno. Ma il direttore del Dipartimento di Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, Giovanni Rezza, intervistato da Ilaria Bonuccelli conferma la linea dell’Iss: “La vaccinazione è la forma migliore di protezione che conosciamo”.

L’ultimo contagio è avvenuto a Prato e riguarda un ragazzo vaccinato da un anno. E testimonia un aumento dei casi di contagio tra i vaccinati: se nel 2015, quando ancora la campagna straordinaria di vaccinazione non era partita (è scattata ad aprile di quell’anno), i casi di meningite in Toscana sono stati 38 e solo tre quelli di pazienti già vaccinati, nel 2016 su 32 casi accertati i pazienti che si erano sottoposti all’immunizzazione sono sei. In proporzione il doppio dell’anno scorso.

Il professor Rezza ha provato a spiegare le ragioni del contagio su pazienti vaccinati:

 

 

“Le ragioni sono almeno tre. La prima è che ci sono alcune persone che rispondono poco a determinati vaccini e non producono, quindi, sufficienti anti-corpi per specifiche patologie. Quindi non sono abbastanza protetti”.

Un’altra ragione riguarda la durata della protezione data dal vaccino:

“Abbiamo realizzato che in alcuni soggetti può durare anche solo alcuni mesi, un anno. Allo scadere di questo tempo, non è più efficace. Poi c’è un altro fattore. Un paziente si vaccina, ma la malattia è talmente veloce nel contagio che non dà tempo al paziente di sviluppare gli anti-corpi. O magari, gli anti-corpi si sviluppano durante la malattia e che si è già contratta e servono al paziente per reagire meglio ed evitare che la patologia si evolva nelle forme più violente”.

In ogni caso il professore conferma che “la vaccinazione è la forma migliore di protezione che conosciamo. Oltretutto la vaccinazione contro il meningococco non dà particolari problemi”.

 

 

 

 


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