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Telegram la app che cancella i messaggi. Più privacy e oblio

Telegram la app che cancella i messaggi. Più privacy e oblio

Telegram la app che cancella i messaggi. Più privacy e oblio

ROMA – Telegram Messenger è il servizio di messaggistica istantanea più cool del momento (60 milioni di utenti mensili in tre anni, anche Papa Francesco fra loro): lo è per una ragione su tutte, permette di cancellare i messaggi. Dunque, al contrario del vecchio adagio imparato al liceo, con Telegram “verba volant” ma “scripta non manent”, cioè i messaggi sono “dead text walking” per dirla all’inglese, i testi dei messaggi hanno le ore contate. Una scadenza che può essere immediata o posticipata secondo desiderio e necessità dell’utente. Perché la conversazione non rimane in chiaro sui server, una volta distrutta è irrecuperabile.

Un bel vantaggio – rispetto per esempio a Twitter e Facebook – in termini di privacy: soprattutto, Telegram ha il pregio di ripristinare e di codificare operativamente il diritto all’oblio, al deperimento immediato di messaggi che devono vivere giusto il tempo di essere fruiti. Non di più. Può succedere per complimenti e appuntamenti galanti e un po’ clandestini, può capitare per le informazioni sensibili scambiate – per dire – in ambito finanziario. Dove, si può dare il caso che il possesso di una certa informazione rappresenti un rischio professionale.

La tirannia della tracciabilità assoluta è spezzata. E la nuova libertà consente di scrivere senza filtri o inibizioni perché quello che dici scrivendo non sarà più utilizzabile contro di te. Dal momento che semplicemente non esiste più, nemmeno sulle nuvole digitali che tutto trattengono. Michele Proietti sul Corriere della Sera condensa con felice sintesi il significato della “tendenza Telegram”.

Fondato nel 2013 dai fratelli russi Nikolai e Pavel Durov, che ricordano i fratelli Cameron e Tyler Winklevoss — ai quali Zuckerberg avrebbe soffiato l’idea di Facebook — Telegram è il posto dove è possibile comunicare senza filtri anche contenuti delicati. Perché è una realtà a tempo. Secondo un vecchio assioma, molto celebre tra gli habitué dei social, Facebook è il posto dove si mente agli amici, mentre Twitter è quello dove si è sinceri con gli sconosciuti. Telegram si presenta più semplicemente come il luogo dove chi ha qualcosa di importante da dirsi si sente al sicuro. E per questo piace a chi occupa posizioni di potere. (Michele Proietti, Corriere della Sera)

 

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