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George Klein, falso veterano del D-Day: ha mentito per 73 anni

George Klein, falso veterano del D-Day: ha mentito per 73 anni

George Klein, falso veterano del D-Day: ha mentito per 73 anni

LONDRA –  Una bugia lunga 73 anni: George G. Klein, 96 anni, il veterano del D-Day celebrato per il suo coraggio nello sbarco in Normandia, finalmente ha ammesso che in quello storico e drammatico momento si trovava in Irlanda del Nord.

Il veterano americano, decorato con le massime onorificenze militari per aver partecipato al D-Day, uno dei più audaci assalti ai nazisti, ha ammesso di essersi inventato tutto.

George G. Klein fu insignito con il Purple Heart e la Bronze Star negli Stati Uniti e con la Legion d’onore francese per l’attacco a Pointe du Hoc in cui 225 uomini scalarono 30 metri di scogliera prima di eliminare la postazione dell’artiglieria tedesca.

Klein ha sempre dichiarato di aver combattuto in un gruppo d’élite di soldati del battaglione del 2° Ranger che doveva assaltare e proteggere la costa della Normandia tra le spiagge di Omaha e Utah, il 6 giugno 1944.

Quest’anno è stato uno dei protagonisti del 73° anniversario dello sbarco, ha firmato centinaia di autografi, è stato fotografato sulle scogliere francesi con le medaglie e ha ribadito di essere stato presente nel giugno 1944.

Ma due storici della seconda guerra mondiale, Gary Sterne e Marty Morgan, erano perplessi: non riuscivano a trovare alcuna traccia di Klein a Pointe du Hoc, e alla fine Klein è stato costretto ad ammettere che l’eroismo D-Day era totalmente inventato, scrive il Daily Mail.

Marc Laurenceau, capo dell’Overlord D-Day Association, ha spiegato al quotidiano francese La Renaissance Le Bessin: “George Klein è arrivato in Normandia nel luglio del 1944. Sono in contatto con la sua famiglia con cui siamo diventati amici. Sono devastati. Abbiamo creduto alla sua storia e fatto molti sforzi economici per portarlo quest’anno in Normandia”.

Nel 2017, l’Overlord D-Day Association ha raccolto 4.000 dollari per un volo aereo dall’Illinois a Pointe du Hoc dove Klein è stato accolto come una delle celebrità del 73° anniversario. Ha reso reso omaggio ai suoi compagni e detto: “Non sono un eroe. I veri eroi sono coloro che qui hanno perso la vita”.

Solo quando è tornato in America ha ammesso che era tutta una menzogna e che non era un Ranger che nel 1943 si era anche fratturato una caviglia. Si trovava, invece, nel 46° battaglione artiglieria, la quinta Divisione fanteria, in un campo dell’Irlanda del Nord, e sarebbe entrato in Francia soltanto un mese dopo il D-Day.

Nonostante la vergogna di essere un bugiardo, la Overlord D-Day Association l’ha sostenuto e ha detto che aveva comunque dato un contributo alla liberazione dell’Europa perché il 17 novembre del 1944, in Germania era rimasto ferito nel corso di un combattimento.

Ma Klein non è il primo veterano ad aver mentito. Fino al 2009 Howard Manoian era un eroe nel villaggio della Normandia, aveva una targa in suo onore e raccontava di essere rimasto ferito in combattimento per ben due volte a Sainte-Mère-Eglise durante il D-Day. Solo successivamente è emerso che in realtà aveva solo un magazzino di approvvigionamento nella Francia del nord e forniva la doccia ai soldati sfiniti dalla guerra.

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