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Dalian Atkinson, ultime parole prima del taser: “Sono il Messia”

ROMA – Dalian Atkinson, ultime parole prima del taser: “Sono il Messia”. Arrivano i drammatici dettagli dell’ultima sfortunata notte in cui l’ex giocatore della Premier League, Datkinson, è morto per arresto cardiaco in ambulanza dopo che la polizia lo aveva colpito ripetutamente con la pistola taser davanti al portone di casa del padre.

Dalian Atkinson, forse anche sotto l’effetto di droga e alcolici, bussava spesso a casa del padre 85enne: una volta ha provato anche a strangolarlo, riferisce il fratello del campione. Che ormai versava sempre più spesso in uno stato depressivo dovuto anche alle continue dialisi cui era sottoposto per via di un rene in disordine.

Di fronte alla Polizia inglese, c’era un uomo distrutto, che urlava ma che al momento non era pericoloso: è stato sentito pronunciare frasi come “Io sono il Messia”, prima che le guardie minacciassero l’uso del taser. Subito impiegato, a quanto pare, 4 o 5 scariche, al punto che qualche testimone, riferisce il Daily Mail, hanno parlato di agenti dal “grilletto facile” (testuale) oltre alla denuncia di calci ad Atkinson quando era già immobilizzato a terra.

Il ritardo di 20 minuti nel chiamare l’ambulanza avrebbe contribuito, oltre alla malferma salute dell’ex star, all’arresto cardiaco fatale. La West Mercia Police non rilascia dichiarazioni perché nel frattempo è stata disposta una indagine conoscitiva per accertare responsabilità eventuali dei tutori del’ordine.