Blitz quotidiano
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Marieke Vervoort: “Eutanasia, ecco quando la farò”

RIO DE JANEIRO – L’oro olimpico e poi l’eutanasia. Così tanti giornali del mondo, compreso Blitz Quotidiano, avevano riassunto le parole di Marieke Vervoort, 37 anni, belga, atleta paralimpica che combatte da anni la sua battaglia contro una grave malattia degenerativa. Arrivando a Rio la Vervoort, consapevole che questa sarebbe stata l’ultima olimpiade che il suo corpo le avrebbe permesso di disputare, aveva parlato di eutanasia.

L’oro non è arrivato, l’olandese si è dovuta accontentare dell’argento che, comunque, resta un risultato straordinario. E sono arrivate le precisazioni. Nessun ripensamento: l’eutanasia è una cosa a cui l’atleta sta pensando, e non da oggi. Ha firmato anni fa. E l’idea è rimasta sempre la stessa: quando i dolori si faranno insopportabili Marieke chiederà di morire. “E’ come un’operazione, ti addormentano, solo che poi non ti risvegli. Ma io non ho paura della morte”, le sue parole.

Esagerato, quindi, scrivere di quel nesso così stringente tra la medaglia e l’eutanasia. Ma la sostanza rimane. Solo che Marieke prima di addormentarsi per sempre vuole fare ancora tante cose. Così le riassume il Corriere della Sera:

«Ora devo pensare ad altro, ci sono ancora tante cose belle da fare. Mi piacerebbe provare il volo acrobatico e il paracadutismo, volare su un jet F16, aprire un museo, competere in una gara di rally. Ma la lista non finisce qui».