Blitz quotidiano
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Mario Balotelli torna al Liverpool. E al primo allenamento…

LIVERPOOL – Mario Balotelli è stato pizzicato dal “Sun” mentre arrivava all’allenamento del Liverpool in taxi. L’ex attaccante del Milan ha deciso di non farsi notare questa volta, arrivando al centro sportivo dei Reds in incognito e non su auto sportivo dei colori più disparati, sdraiato sul retro di un taxi, ma i fotografi del tabloid inglese sono riusciti ugualmente a riconoscerlo.

Mario Balotelli che, intervistato dal Corriere della Sera, ha raccontato la sua Italia-Germania. Il tiro sotto l’incrocio alla sinistra di Neuer e l’esultanza alla Hulk restano però tra i ricordi più limpidi dell’esperienza azzurra dell’attaccante. “Quando ho visto il pallone rimbalzare, l’istinto mi ha detto: tira di collo pieno, se la prendi bene il portiere non la vede nemmeno” racconta Balotelli al Corriere della Sera.

“È successo che ho fatto due anni non ai miei livelli. Problemi fisici, altri problemi, non sono stato io. E Conte giustamente ha portato altri giocatori all’Europeo. Fossi stato in lui, avrei fatto esattamente la stessa cosa”. La delusione per non essere parte del gruppo c’è, ma con grande sincerità, Balotelli ammette che la scelta del c.t. di lasciarlo a casa è stata giusta. “Mi spiace non essere in Francia ma così doveva andare. Alla gente che mi ferma dicendomi che Conte avrebbe dovuto convocarmi, io rispondo: il vero Balotelli lo convocherebbe Conte, Ventura, qualsiasi allenatore. Il Balotelli di oggi no”.

. Perché ci voglio arrivare. Diventerò Pallone d’oro”. Punta in alto Mario, punta all’obiettivo più ambizioso per un calciatore, la prova che pare finalmente aver ritrovato la voglia e la determinazione. “Mi rendo conto di aver fatto due anni della mia carriera dove potevo avvicinarmi al 10 e invece sono rimasto a 5. Posso non aver fatto tutto l’indispensabile per essere il più forte, però l’importante è che l’ho capito e non è troppo tardi. Non voglio arrivare a fine carriera con il rimpianto di non aver fatto di tutto per diventarlo. Fino a due anni fa – racconta l’attaccante – mi accontentavo di quello che avevo. Facevo bene, sapevo di avere dei colpi, ed ero felice così. Non avevo in testa di migliorare, pensavo bastasse. Mentre da due anni a questa parte ho cominciato a lavorare seriamente, eppure i risultati non sono arrivati. Forse ho pagato i 23 anni precedenti. Però sono molto tranquillo. Sono consapevole che negli ultimi due anni sono cambiato da così a così”.
BALOTELLI, IL PERSONAGGIO — “Balotelli è un personaggio creato dai giornali: quello che sorride o non sorride, fa una grande giocata, sbaglia un rigore, non esulta. E viene giudicato da quelli che lo vedono giocare”.
MARIO, LA PERSONA — “Mario è un’altra cosa. Un ragazzo di 25 anni che non può avere una vita normale, ma ci prova, passando il tempo con sua figlia quando è possibile, con gli amici, la famiglia, la playstation.”
RAZZISMO — E poi c’è il capitolo razzismo, quello che ha fatto soffrire Mario: “Due anni fa sono arrivato al punto di chiamare il mio procuratore e dirgli: Mino, io non voglio più giocare in Nazionale. Non è giusto. Io nato in Italia, cresciuto in Italia, non sono mai stato in Ghana – anche se ci andrò – per la legge è giusto che io sia italiano. Per prendere quel certificato che è appeso all’ingresso, mi sono fatto ore di coda davanti alla Questura ogni anno. Qualche volta mi piacerebbe che chi insulta dicendo che non esistono negri italiani se ne ricordasse”.
ALLENATORI — “Mai avuto problemi con gli allenatori, rapporto fantastico con tutti. A parte Brandon Rodgers. Con lui è stato disastroso” svela il giocatore, che ai tempi dell’Inter fu protagonista di una mezza rissa con Mancini: “Avevo 19 anni, dopo un intervento su un compagno lui si è arrabbiato, mi ha strattonato dicendo che rischiavo di fargli male ma è finita lì.” A Mourinho, invece, Balo imputa solo una colpa: “Non mi ha fatto giocare la finale di Champions, se entravo segnavo sicuro. Me lo sentivo”.
FUTURO — Chiusura sul futuro. Tutti si chiedono dove giocherà la prossima stagione: ” Spero nel Liverpool – risponde l’attaccante – Il Milan ha deciso di lasciarmi. Di sicuro non ci sarà un Mario’s back again”.