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Serbia ai suoi atleti: “Se c’è il Kosovo non salite sul podio”

La Serbia ai suoi olimpionici: “Non salite sul podio se ci sono atleti del Kosovo”. “Abbandonare le cerimonie di premiazione nel caso ci siano sul podio anche atleti del Kosovo”: è questo l’invito che il governo della Serbia ha voluto dare ai propri atleti nel caso si trovassero a condividere il podio delle olimpiadi di Rio 2016 con atleti provenienti dal Kosovo.

Il ministro dello sport, Vanja Udovicic (un ex campione di pallanuoto, ha solo 34 anni), ha chiarito che la decisione finale spetta solo ai singoli componenti del Team, mentre il governo ha sottolineato come non ci sia un obbligo “ma solo una raccomandazione”, perché la vicenda è “complessa”.

Il Kosovo è stato ufficialmente riconosciuto dal comitato olimpico internazionale nel 2014, e a Rio sono presenti otto atleti, alcuni dei quali avevano partecipato a Londra 2012 con l’Albania. “Non vogliamo certo minacciare i nostri atleti – ha aggiunto il ministro Udovicic – ma non possiamo ascoltare l’inno del Kosovo né vedere la loro bandiera“.

Qualcuno penserà che con 8 atleti la probabilità che il Kosovo vada sul podio è molto scarsa, e che quindi la Serbia stia solo cogliendo l’occasione per ribadire la propria ostilità al Kosovo anche in sede olimpica. Ma il Kosovo ha già vinto una medaglia, per di più d’oro, e contro l’Italia.

È stata la due volte iridata Majlinda Kelmendi, portabandiera del Kosovo alle olimpiadi di Rio, a vincere la medaglia d’oro di judo. Nella cerimonia organizzata a Pristina, prima della partenza per Rio, la Kelmendi aveva detto: “Voglio mostrare al mondo che il Kosovo non è solo un piccolo Paese con una storia di guerra. Voglio mostrare nostro lato buono del nostro Paese, dove i giovani fanno sport, spettacolo e possono anche vincere”.