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Tennis, scommesse. Djokovic: “Mi offrirono 200mila dollari”

"Non feci avvicinare il ragazzo che voleva parlare con me: volevano offrirmi tramite intermediari 200mila dollari per un match a San Pietroburgo. Ovviamente l'ho ignorato. Un crimine di cui poi non ho sentito più nulla".

MELBOURNE – Il mondo del tennis è sconvolto dalle rivelazioni della Bbc, secondo la quale lo scandalo delle scommesse ha toccato i vertici delle racchette mondiali. E poche ore dopo il tennista numero uno al mondo, Novak Djokovic, ha fatto sapere di essere stato avvicinato per truccare una partita all’inizio della sua carriera.

Djokovic, dopo aver battuto il sud-coreano Chung Hyeon, ha minimizzato le rivelazioni, ricordando però di essere stato avvicinato nel 2007 per “sistemare” una partita a San Pietroburgo.

“Non è stato un approccio diretto ma attraverso persone che lavoravano con me a quel tempo. Ovviamente l’abbiamo ignorato: il ragazzo che voleva parlare con me, non ci è neanche arrivato a me”.

A Djokovic sarebbero stati offerti 200mila dollari. Condannandolo come qualcosa di “antisportivo, un nello sport”, il tennista ha sottolineato che

“negli ultimi 6 o 7 anni non ho sentito nulla di simile. Personalmente non sono mai stato avvicinato direttamente, quindi non ho altro da dire sull’argomento”.

Ieri, 17 gennaio, la Bbc, citando documenti segreti, ha sostenuto che nell’ultimo decennio 16 campioni tra i primi 50 giocatori al mondo sono sospettati di aver “truccato” match in tornei del Grande Slam. La rivelazione ha scosso il mondo del tennis, con gli occhi puntati in Australia dove si sta disputando l’Open.

Le autorità hanno negato di aver insabbiato il caso. Chris Kermode, a capo dell’Atp, minimizza e nega che ci sia stata una soppressione di prove o che non si sia voluto andare a fondo ma promette che

“indagheremo su qualsiasi nuova informazione. Tutti noi nel tennis siamo impegnati a stroncare ogni forma di condotta corrotta o sleale. Siamo molto vigili e la tolleranza è zero. Tutti i giocatori professionisti e il personale di supporto sono soggetti al programma anticorruzione – ha proseguito Kermode -. Le indagini della Tennis Integrity Unit hanno portato sinora a 18 condanne, di cui 6 con divieto a vita di tornare in campo”.

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