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Alessandra Borgia 2011: “No scoop a tutti i costi”. Nel 2014 su Loris…

Alessandra Borgia

Alessandra Borgia

ROMA – “Non mi piacciono i giochetti, non cerco lo scoop ad ogni costo” diceva, nell’ormai lontano 2011, Alessandra Borgia la protagonista, insieme a Barbara D’Urso dell’ormai famoso e triste siparietto organizzato con il cacciatore che trovò il cadavere del piccolo Loris nelle campagne di Santa Croce Camerina. Parole che stridono con questo spettacolo scoperto da Striscia la notizia.

Alessandra Borgia, inviata a Santa Croce di Camerina per la trasmissione della D’Urso, ha infatti finto di incontrare casualmente il cacciatore Orazio Fidone, l’uomo che ha trovato il cadavere di Andrea Loris Stival. In realtà era tutto preparato. Il fuori onda di Striscia svela infatti che la giornalista e il cacciatore avevano un segnale convenuto per l’ingresso in scena dell’uomo. Nel 2011, intervistata da Infilitrato.it, invece Alessandra Borgia tutt’altra etica professava:

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C’è una linea sottilissima che in questi casi è molto difficile non superare, perché magari vuoi trovare quella notizia in più per poter arrivare ad una possibile verità. Però io dico sempre che l’accanimento della redazione su un fatto di cronaca succede perché effettivamente c’è morbosità anche da parte del pubblico. È come se la gente volesse fare un vaccino comune attraverso queste situazioni, per capire da chi dobbiamo stare attenti e di chi dobbiamo preoccuparci. Le persone sono molto spaventate, ecco perché si legano in maniera quasi morbosa a queste vicende: tracciano identikit per autodifesa. Sarah Scazzi, Yara sono ragazze che fanno una vita normale, senza grilli per la testa e che vengono coinvolte in situazioni che nessuno si aspetterebbe. E questa normalità fa sì che il pubblico riveda in loro un proprio familiare, una nipote, una figlia, una vicina di casa. Ecco da dove nasce il legame morboso.

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