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Pippo Baudo: “Cosa voterò al referendum? Non posso dirlo, lo vieta il contratto Rai”

ROMA –  Pippo Baudo torna in televisione alla conduzione di Domenica In su Rai uno e in una intervista a Tv-Excite Italia si racconta. Parla del ritorno in televisione, della scelta della sua compagna di trasmissione Chiara Francini e la sua opinione su Maurizio Costanzo e su Maria De Filippi. Ma guai a chiedergli cosa voterà al prossimo referendum del 4 dicembre: la risposta è no comment. Non si tratta di voler nascondere la sua posizione, spiega Pippo Baudo, ma del divieto imposto dal suo contratto in Rai a parlare di politica o rischia di dover pagare una penale.

Nell’intervista rilasciata a Giuseppe Candela Pippo Baudo si racconta e spiega di essere felice a Domenica In in Rai e di non aver ricevuto altre proposte da altre reti, ma di non averle accettate perché troppo commerciali:

“Maurizio Costanzo conduce quattro programmi tra Rai e Mediaset ma nessuno lo ha criticato, quando hanno annunciato il suo ritorno in molti hanno parlato subito di Domenica Inps. Perché?

Perché lui è un privilegiato, per lui gli anni non contano (ride, ndr). In effetti la domanda è lecita ma non voglia essere critico, per carità”.

Nel periodo in cui la Rai non le dava spazio ha ricevuto proposte da altre reti?

“Ho ricevuto proposte da altre reti ma non mi convincevano, erano molto commerciali”.

Chi l’ha cercata?

“Ho avuto dei colloqui con Mediaset e anche con La7 c’è stato un contatto. Avevo già vissuto esperienze fuori casa, a Mediaset mi trovai male anni fa. Da quel momento sono diventato un animale da abitudine e so che non mi troverei bene in un altro ambiente. Non è disistima verso chi mi ospiterebbe ma sarebbe un disadattamento personale.”

 

Parlando dei nuovi conduttori, da Alessandro Cattelan e Lodovica Comello a Federico Russo, Alvin, Baudo dice:

“Cattelan l’ho seguito parecchio ma in generale il problema del presentatore nuovo è la personalità che deve avere anche nel linguaggio e nell’accostamento. Va bene conoscere le lingue, essere veloci o avere un ritmo frenetico ma non basta perché bisogna essere più empatici. Quelli che mi ha citato sinceramente non mi pare abbiano queste qualità”.

 

Alla domanda su cosa voterà al prossimo referendum, però, Baudo non può rispondere:

““Voterò ma non posso dirle cosa, non avrei avuto problemi a farlo. Ho firmato un contratto in cui c’è il divieto di manifestare idee politiche, c’è una penale”.


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