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YOUTUBE-FOTO Studenti in piazza contro Governo: tensioni e fumogeni a Milano

ROMA – Migliaia di studenti – centomila secondo i promotori – sono scesi in piazza in parecchie città “per dare voce a una generazione che l’ha persa”. Tanti i temi alla base della protesta – la prima di quest’anno scolastico – dal ‘no’ al referendum costituzionale al diritto allo studio, dal lavoro alla povertà, dal welfare alla ‘fuga dei cervelli’, ma complessivamente le manifestazioni sono contro le politiche del Governo Renzi.

Oltre un migliaio di persone è sceso in piazza a Milano, e tra loro oltre agli studenti anche militanti dei centri sociali e sigle sindacali. Tensione, spinte e qualche schiaffo tra un gruppo di circa 50 anarchici e i militanti di un centro sociale: gli anarchici hanno provato a entrare nel corteo ma i centri sociali li hanno respinti creando un vero servizio d’ordine per tenere uno spazio di sicurezza con la coda degli studenti. Al corteo c’è stato anche un lancio di fumogeni sia contro il Consolato turco, sia davanti la sede della Confindustria.

Cortei anche a Cagliari e a Bologna, dove ‘bombe’ di vernice sono state lanciate contro l’Ufficio scolastico regionale. Gli studenti, come hanno sottolineato i promotori della protesta, vogliono costruire un “manifesto generazionale” che raccolga le loro rivendicazioni e sia in grado di raccontare la condizione “precaria” in cui vivono i giovani. “Basta con la retorica del ‘cambiamento versus conservazione’. Renzi non ha cambiato nulla e non risponde affatto agli interessi dei giovani che dice di voler rappresentare. Lo dicono le statistiche, non i gufi. E’ arrivato il momento di tornare a decidere dal basso per i nostri interessi. Torneremo in piazza il 29 ottobre per l’inizio della campagna elettorale e attraverseremo le strade e i quartieri nelle prossime settimane per un no popolare e diffuso” dice Martina Carpani, coordinatrice nazionale della Rete della Conoscenza. .

 

Non sono mancate le criticità e le tensioni nel corso dei cortei, soprattutto a Roma e Firenze. Ma il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini minimizza: “Di questi tempi tutti gli anni c’è una comprensibile e tradizionale voce degli studenti. Non mi pare ci siano obiettivi specifici, mi sembra che sia una richiesta di attenzione” e assicura che “il dialogo con gli studenti è sempre aperto”. Critico il sottosegretario Gabriele Toccafondi, che parla di “slogan vecchi e sbagliati”.

La protesta non è stata esente da momenti critici. A Firenze, circa 200 studenti che stavano partecipando al corteo hanno tentato di entrare all’interno del liceo Galileo, nel centro della città, ma sono stati spinti indietro e fatti allontanare dalle forze dell’ordine, intervenute con due cariche di alleggerimento per respingere i manifestanti che stavano sfondando il portone della scuola a calci. Nessuna persona, secondo quanto appreso, è rimasta contusa. Attimi di tensione anche al corteo di Roma: alcuni ragazzi si sono staccati dal serpentone principale e sarebbero venuti a contatto con le forze dell’ordine tentando di sfondare il cordone per deviare il percorso e andare verso il Colosseo. Ma sono stati respinti. “Siamo stati caricati brutalmente” raccontano gli studenti, aggiungendo che volevano “arrivare al Colosseo per poi andare a Montecitorio ma ce lo hanno impedito”.

A Napoli, migliaia di studenti hanno sfilato con in testa al corteo un grande striscione con un ‘no’ sia alla riforma della buona scuola, che alle politiche del governo, che alla riforma costituzionale. Davanti alla Questura di Napoli è stato esposto uno striscione in ricordo di Stefano Cucchi. I ragazzi hanno esposto su un’impalcatura della facciata di Palazzo Reale un ritratto di Matteo Renzi a testa in giù e un cartello con la scritta ‘Renzi=Higuain”. I manifestanti hanno anche incontrato il sindaco Luigi de Magistris che ha solidarizzato con le ragioni della protesta.

(Foto Ansa)

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