(Foto Ansa)
Stazioni, è allarme sicurezza. Aggrediti in un anno 381 dipendenti. Mercoledì 7 hanno scioperato (8 ore) i ferrovieri dell’Emilia Romagna in segno di protesta per l’omicidio di Alessandro Ambrosio, il capotreno di 34 anni accoltellato a morte lunedì sera in un parcheggio della stazione di Bologna riservato al personale ferroviario. Il presunto killer, il 36enne croato Marin Jelenic, è stato arrestato sul Garda dopo una fuga di 24 ore. Stava fuggendo in Austria. A suo carico c’era un ordine di allontanamento dall’Italia del 23 dicembre.
Le sigle sindacali e i lavoratori si sono radunati sotto la prefettura in piazza Roosevelt per denunciare “una situazione insostenibile “, con aree sempre più “colpite da degrado e criminalità” (Uilttasporti). La Cgil regionale ha attaccato duramente il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, chiedendo “risorse subito” per “garantire più sicurezza nelle stazioni ferroviarie e una maggiore tutela per le lavoratrici e i lavoratori del settore”, come ha più volte ripetuto il presidente della Regione, Michele de Pascale.
Precedenti inquietanti
La Polfer nel 2025 ha adoperato 42 mila pattuglie a bordo di 97.670 convogli ed effettuate 14 mila denunce. Oltre mille gli arresti, sequestrate 379 armi, più di 4,8 milioni di passeggeri controllati, 8.526 servizi antiborseggio. Tra i precedenti più emblematici ricordiamo la brutale aggressione ai danni di alcuni poliziotti in servizio a Città di Castello (dicembre 2024), i pestaggi ai capotreni (Milano Bovisa, ottobre 2025), gli agenti aggrediti e insultati a Padova (novembre 2025) e a Velletri (aprile 2025). Ad inizio 2026 episodi analoghi in Calabria, sulla linea ionica e alla stazione di Cosenza. Violenze da Nord a Sud. Che fare? La Politica è chiamata a dare risposte.
In arrivo nuove misure
Il ministro Salvini ha fatto sapere di “essere pronto a portare 1.500 vigilantes in divisa di Fs Security” per garantire più sicurezza. Una soluzione nell’immediato subito condivisa dal senatore meloniano Marco Lisei, bolognese, avvocato, in linea col concittadino e coetaneo Galeazzo Bignami, già viceministro delle Infrastrutture e Trasporti. Anche il sottosegretario dell’interno Nicola Molteni (già nei governi Conte e Draghi), avvocato di Cantù (Como), assicura che “saranno aumentati i militari in strada” per arginare le baby gang e che per Bologna sono previsti nuovi presidi di legalità. Conclude graffiando: ”Su Bologna è stato fatto tanto sia in termini di assegnazione di forze di polizia che di zone rosse. Ma la collaborazione con il Comune è complicata, è più difficile. Noi, ripeto, abbiamo fatto tanto e loro danno le pipette per il crack”. Sottinteso: cari bolognesi, datevi una mossa. Così non va bene.
