(Foto Ansa)
Cresce in Italia la povertà sanitaria. Sempre più famiglie sono in difficoltà. C’è una preoccupante incapacità di accedere a cure mediche e farmaci necessari per motivi economici; fenomeno in aumento che colpisce centinaia e migliaia di persone tra cui molti minori, anziani e adulti, costretti a rinunciare a visite, esami o terapie nonostante l’esistenza di una Servizio Sanitario Nazionale che spende il 6,3% del Pil. L’ultimo rapporto sulla povertà sanitaria realizzato da OPsan (organo di ricerca del Bamco Farmaceutico) con il contributo di Ibsa Italy e Aboca, ha certificato che 501.922 persone, (cioè 8,5 residenti su 1.000) hanno dovuto chiedere aiuto a una delle 2.034 realtà assistenziali convenzionate col Banco Farmaceutico per ricevere gratuitamente farmaci e cure che altrimenti non avrebbero potuto permettersi. Dato allarmante: rispetto all’anno scorso c’è stato un aumento del 8,4%, più di 38mila persone.
Il profilo dei poveri sanitari
Il rapporto ci dice che il 51,6% del campione sono uomini contro il 48,5 delle donne e che gli adulti (18-64 anni) rappresentano il 58% mentre i minori sono il 29%, cioè 145.557. Altro dato che riguarda le condizioni di salute: i malati acuti (56%) superano i malati cronici (44%). La povertà sanitaria colpisce trasversalmente; include lavoratori precari, disoccupati, immigrati, famiglie a basso reddito. Tra le cause che portano alla rinuncia o all’esborso privato per accedere alle prestazioni pubbliche spesso ci sono (anche) i tempi lunghi, le cosiddette “liste di attesa”. In più compromette il diritto alla salute l’impatto sociale che vede un aumento delle disuguaglianze e il peggioramento del benessere individuale e collettivo. In sintesi: la povertà sanitaria rappresenta un ostacolo all’accesso alle cure, trasformando il diritto alla salute in un lusso per molti, con ripercussioni serie sulla vita delle persone e sulla coesione sociale del Paese.
Il dono del volontariato
Il volontariato è espressione civica della solidarietà, è attivazione dal basso di cittadini e cittadine che liberamente scelgono di mettersi al servizio dell’altro sia individualmente, sia come gruppo nella dimensione associativa. Sono numerose le associazioni che svolgono attività di prevenzione sui tumori e diagnosi precoce delle malattie oncologiche. In Emilia, ad esempio, ci sono associazioni di rilievo ma per proseguire la loro preziosa attività hanno bisogno di donazioni, anche piccole. Servono per finanziare campagne di sensibilizzazione sul territorio, offrire visite gratuite di prevenzione e diagnosi precoce, acquistare strumenti diagnostici e materiali informativi nonché supportare pazienti e famiglie nei momenti più difficili. Anche il presidente Mattarella, nel suo discorso di fine anno, ha rimarcato la preziosità del volontariato, ancora di salvataggio per migliaia di famiglie.
