Donne d’Impresa: Benedetta Cuttica (SedApta), eccellenza e leadership al femminile nel settore STEM - Blitz Quotidiano
A Genova, quest’anno il 27esimo Premio di AIDDA Liguria è stato assegnato a Benedetta Cuttica. Nella prestigiosa sede del Comune di Genova a Palazzo Tursi è stata festeggiata Benedetta Cuttica che dopo essersi laureata in ingegneria del software presso l’Università della sua città ha iniziato il suo percorso professionale in Siemens Italia, dove ha lavorato per dieci anni occupandosi prima di prevendita e successivamente entrando nel gruppo di prodotto. Nel 2014 è entrata a far parte del Gruppo sedApta in qualità di CTO, ruolo che ha ricoperto per undici anni con lungimiranza e professionalità. Nel 2024, in seguito all’acquisizione dell’azienda da parte di Elisa IndustrIQ, le è stato proposto il ruolo di CEO, posizione che ricopre attualmente guidando la nuova fase del gruppo. Una straordinaria combinazione di competenze tecniche con una visione imprenditoriale a vasto raggio quella di Benedetta Cuttica che fa onore alle donne imprenditrici come esempio di eccellenza e leadership al femminile nel non facile settore STEM.
Con l’avvocato Daniela Anselmi Presidente della Delegazione AIDDA Liguria, Benedetta, rappresenta una straordinaria figura femminile che incoraggia con il suo brillante esempio tante giovani donne che si vogliono affacciare a queste professioni così innovative e un tempo, e non a caso, considerate soltanto “maschili”. Forte di vent’anni di esperienza nell’industria IT e del software, Benedetta Cuttica guida oggi sedApta Group in qualità di CEO. L’azienda è entrata definitivamente a far parte di Elisa IndustrIQ (divisione del leader finlandese delle telecomunicazioni) in seguito alla cessione delle quote da parte della compagine sociale. Elisa IndustrIQ, che aveva già riconosciuto il valore di sedApta acquisendone il 20% nel 2018, ne ha completato l’acquisizione nel 2024.
Degna figlia di papà Giorgio, fondatore di SedApta, Benedetta Cuttica è lo straordinario esempio di leadership al femminile che oggi segna il passo delle migliori manager in Liguria. Oggi SedApta infatti è e rimane leader globale nella digitalizzazione della supply chain e dell’industria 4.0: sono oltre 1500 aziende manifatturiere nel mondo. Con sedi in Italia e uffici in Germania, Francia, Finlandia, Regno Unito e un gruppo di oltre 500 specialisti che operano ogni giorno per l’innovazione del settore della manifattura “intelligente”.
“La mia esperienza lavorativa e di formazione in Siemens è stata una formidabile palestra dove- dice Benedetta- ho conosciuto anche mio marito oltre che ad operare ai vertici delle aziende di software: processi standardizzati, regulations, internazionalità. In seguito nei 10 anni in cui ho ricoperto in SedApta il ruolo di Chief Technology Officer e poi quello di CEO siamo arrivati a più di 70 persone impegnate nella ricerca e sviluppo con circa 500 dipendenti in tutto il mondo. SedApta- ci racconta ancora con orgoglio- sta facendo un cammino mondiale e globale insieme ad Elisa Industriq guidando leader indiscusse l’innovazione nel settore dell’industria intelligente”. Oltre che una biondissima e bella signora genovese, Benedetta quindi è anche un esempio di grande competenza e professionalità in un settore che ora finalmente si è aperto anche alle donne. Per sapere qualcosa di più della sua vita le abbiamo chiesto:
Come nasce questa sua passione per la “trasformazione digitale”?
Nasce molto presto, ma non come passione per la tecnologia in sé. Nasce come interesse per il modo in cui la tecnologia può semplificare la complessità e migliorare decisioni che hanno un impatto reale sulle persone e sulle aziende. Lavorando per anni a stretto contatto con processi industriali e supply chain complesse, ho capito che la trasformazione digitale non è mai un progetto IT: è un percorso di cambiamento culturale, organizzativo e manageriale. Quello che mi ha sempre motivato è vedere come dati, software e algoritmi possano diventare strumenti concreti per rendere le aziende più resilienti, più sostenibili e più consapevoli delle proprie scelte. È questa visione che mi ha accompagnata nel mio percorso da CTO e che oggi guida il mio ruolo di CEO.
Tra IA e Sostenibilità: quali possibili sinergie nel suo delicato e difficile settore?
Nel nostro settore, quello della supply chain industriale, intelligenza artificiale e sostenibilità non sono due obiettivi separati, ma due leve che si rafforzano a vicenda. L’IA permette di trasformare enormi quantità di dati in decisioni migliori: ridurre sprechi, ottimizzare scorte, pianificare in modo più accurato produzione e trasporti. Tutto questo ha un impatto diretto non solo sui costi, ma anche sulle emissioni, sull’uso delle risorse e sulla resilienza delle filiere. La sostenibilità, a sua volta, obbliga le aziende a essere più consapevoli e misurabili. Senza dati affidabili e senza strumenti avanzati di analisi, resta un’intenzione. La vera sfida, soprattutto in contesti industriali complessi, è usare l’IA in modo responsabile e pragmatico: non come promessa astratta, ma come supporto concreto alle decisioni quotidiane. È qui che tecnologia, etica e leadership si incontrano.
Parità di genere: Quali difficoltà ha eventualmente trovato nel suo percorso di studi e formazione lavorativa?
Più che ostacoli espliciti, ho incontrato soprattutto contesti in cui la presenza femminile nei ruoli tecnici e decisionali era semplicemente rara. Questo significa, spesso, dover dimostrare la propria competenza più volte, con maggiore continuità e con meno margine di errore. Nel mio percorso di studi e poi in quello professionale, la difficoltà principale è stata imparare a muovermi in ambienti molto esigenti, dove l’autorevolezza non è mai data per scontata. È stata anche un’occasione di crescita: mi ha spinta a sviluppare metodo, preparazione e una leadership basata sui fatti e sui risultati. Oggi credo che il tema della parità di genere non si risolva con etichette, ma creando contesti in cui talento e responsabilità possano emergere indipendentemente dal genere. È su questo che, come leader, sento una responsabilità concreta.
Si sa poco e nulla della sua vita privata: Riesce a trovare il tempo da dedicare alla famiglia e ai suoi hobby?
Ho sempre scelto di tenere una certa riservatezza sulla mia vita privata, ma la famiglia è senza dubbio il mio primo punto di riferimento fuori dal lavoro. I miei figli sono la mia priorità e cerco di dedicare loro tutto il tempo e l’attenzione possibili, anche nei momenti più intensi dal punto di vista professionale. Spesso arrivo a casa e li aiuto con i compiti: è un modo concreto per esserci, anche nelle piccole cose quotidiane. Condividiamo poi una grande passione per lo sci. I miei figli lo praticano a livello competitivo, il che richiede un impegno importante per tutta la famiglia, ma è anche uno spazio prezioso che viviamo insieme. Per noi è fatica, organizzazione, ma soprattutto energia positiva e tempo di qualità. Credo molto nel valore dell’esempio: mostrare che ambizione professionale e responsabilità familiari non sono mondi separati, ma parti della stessa vita.
Un suo progetto ancora da realizzare?
Dal punto di vista professionale, il mio progetto è accompagnare sedApta in una crescita sempre più solida e riconosciuta a livello internazionale, fino a posizionarla tra le aziende di riferimento del Magic Quadrant di Gartner. Le premesse ci sono tutte: competenze molto elevate, una profonda conoscenza del settore e una capacità di execution che ci distingue. Sul piano personale, il progetto più importante è quello che vivo ogni giorno con i miei figli. Cerco di trasmettere loro il senso di responsabilità, l’impegno e la passione per ciò che fanno. Il mio obiettivo è vederli realizzati, qualunque strada scelgano di percorrere, con la consapevolezza del valore del lavoro e delle proprie scelte.
Quale sarà il futuro delle nostre aziende italiane? Sarà tutto “digitalizzato” o ci sarà spazio anche per le persone?
Il futuro delle aziende italiane non sarà una contrapposizione tra tecnologia e persone, ma una loro integrazione sempre più profonda. La digitalizzazione è e sarà una condizione necessaria per competere, soprattutto in mercati globali complessi, ma da sola non basta. Io considero l’intelligenza artificiale come un vero e proprio braccio bionico dell’essere umano: uno strumento che ne amplifica le capacità, senza sostituirne il giudizio, la responsabilità e l’esperienza. Le tecnologie più avanzate hanno senso solo se mettono le persone nelle condizioni di prendere decisioni migliori, più informate e più consapevoli. Il vero vantaggio competitivo dell’Italia resta il capitale umano. Il compito delle imprese è usare il digitale per valorizzarlo, non per metterlo ai margini. Le aziende che avranno successo saranno quelle capaci di investire insieme in innovazione tecnologica e crescita delle persone, costruendo organizzazioni più resilienti e sostenibili.
