Salari fermi da 10 anni, aumenti mangiati dall’inflazione. Landini propone rinnovi contrattuali ogni anno (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Salari al palo da almeno dieci anni. Banca d’Italia sostiene che i salari orari sono in realtà bloccati dal 2000. L’Inps concorda. Sì, ci sono stati anche degli aumenti ma l’inflazione se li è mangiati tutti. Il resto lo ha fatto il carovita con il suo sistematico aumento dei costi dei beni di consumo essenziali come cibo, alloggio, trasporti e servizi pubblici. Lo studio INPS, reso noto questa settimana, riferisce numeri impietosi.
Due in particolare: le retribuzioni medie dei lavoratori privati (esclusi i domestici) sono cresciute in dieci giorni del 14,7% (11,7% per i lavoratori pubblici) ma nel frattempo l’inflazione è schizzata al 20,8% come ha certificato l’Istat. Secondo dato: le donne, nel settore privato, continuano ad avere retribuzioni medie effettive molto più basse di quelle degli uomini. Arrivano al massimo al 70%. Non va bene. Urge una svolta. Si torna a parlare in questi giorni. Qualcosa si sta muovendo.
La proposta: contrattazione annuale
Il leader della Cgil Maurizio Landini ha affrontato la questione proponendo un modello contrattuale che difenda il potere d’acquisto. Ha detto: ”Non è possibile rinnovare i contratti ogni 3-4 anni. C’è bisogno di arrivare ad una contrattazione annuale dei salari per il recupero certo dell’inflazione. L’attuale sistema non difende il potere d’acquisto”. Sulla stessa linea il numero uno della UIL, Pier Paolo Bombardieri che ne sta già discutendo con Confindustria.
Landini ha poi messo nel mirino i cosiddetti “contratti pirata”, cioè quei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL) stipulati da sindacati e associazioni datoriali minori, scarsamente rappresentativi, che in buona sostanza creano dumping contrattuale (concorrenza sleale). Scoglio questo non facilmente superabile dato che il sistema contrattuale italiano è caratterizzato da una frammentazione della rappresentanza dei lavoratori e, soprattutto, delle imprese nettamente superiori agli altri Paesi europei, con molteplici linee di frattura fra le stesse organizzazioni.
Landini in scadenza di mandato
Il capo della CGIL Landini, nel mese di agosto raggiunge il limite di età (65 anni) e in base alla legge e allo Statuto CGIL (mai modificato) dovrebbe mollare la poltrona. Certo, potrebbe chiedere una proroga fino alla scadenza naturale del mandato (dicembre 2026); in ogni caso quest’anno sarà l’anno della fine dell’era Landini alla CGIL. Prima di imboccare la strada più semplice che porta dritto a Montecitorio (strada seguita da Camusso, Epifani, Cofferati), Landini potrebbe salire sul taxi del Pd per poi godersi la pensione in Parlamento.
Non si fida molto però di Elly Schlein e dell’ala riformista del Pd che potrebbero sbarrargli la strada. Gli resterebbero come alternative, è vero, AVS e M5S. Nel frattempo cerca di lasciare un segno a beneficio dei salari, impresa ardua ma non impossibile.
