Dopo i giudici, la destra attacca i medici "politicizzati". Inchiesta a Ravenna sui presunti falsi certificati (foto Ansa-Blitzquotidiano)
Insieme allo sfogo via social della premier Meloni contro i giudici “politicizzati” che impedirebbero per ragioni ideologiche le espulsioni di clandestini che commettono reati, sempre in tema di immigrazione lo scontro politico si estende anche alla categoria professionale dei medici.
Occasione dello scontro l’inchiesta a Ravenna sui presunti falsi certificati ad opera del personale sanitario volto a impedire la destinazione ai Cpr degli immigrati che proprio a Ravenna, hot spot delle navi intercettate tra nord Africa e le coste italiane, sono convogliati in massa.
“Siamo sanitari, non gangster”
I fatti, a partire dalla reazione a inchiesta e speculazioni criminalizzanti dei partiti di maggioranza. La scritta “siamo sanitari non gangster” in uno dei cartelli portati dai partecipanti al flash mob davanti all’ospedale di Ravenna è la risposta dei medici all’indagine della Procura che ipotizza l’emissione di falsi certificati in favore dei migranti per evitare l’invio nei cpr.

Circa 250 persone hanno dato vita alla protesta, convocata dopo la perquisizione dei giorni scorsi e dopo che la vicenda, sebbene l’inchiesta non sia conclusa, è diventata terreno di aspro scontro politico.
Salvini: “Vergogna da licenziamento, da radiazione e da arresto”
Con da un lato i ministri Salvini (“Se fosse confermato, sarebbe una vergogna da licenziamento, da radiazione e da arresto”) e Piantedosi, dall’altro il Pd e Avs, in difesa del personale sanitario.
La deputata dem ravennate Ouidad Bakkali, presente in ospedale, ha scritto un’interrogazione parlamentare e ha definito quelle dei ministri “dichiarazioni accusatorie, diffamatorie e infondate” e “che mirano a creare un clima intimidatorio”.
L’indagine riguarda il reparto di malattie infettive
L’indagine riguarda il reparto di malattie infettive e almeno sei sono i medici indagati per falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e continuata.
Nell’esercizio delle loro funzioni nell’ospedale romagnolo, avrebbero emesso certificazioni false per impedire che stranieri irregolari, sottoposti a visita, venissero accompagnati nei cpr, i centri di permanenza per rimpatri.
A questo scopo, sempre secondo l’accusa, i medici avrebbero certificato la loro inidoneità pur in mancanza delle specifiche condizioni previste dalla legge: vedi malattie infettive contagiose, disturbi psichiatrici, malattie acute o croniche degenerative.
Ravenna approdo delle navi Ong
Proprio Ravenna da tempo è diventata approdo per le nave ong cariche di migranti soccorsi nel Mediterraneo, inviate dal governo sul porto romagnolo. Dal 2022 sono stati 25 gli sbarchi, l’ultimo in mattinata con 120 persone a bordo dell’imbarcazione di Solidaire.
L’ex sindaco e ora presidente della Regione, Michele de Pascale, anche in giornata ha difeso il lavoro del personale sanitario: la vicenda che riguarda il reparto di infettivologia, ha detto, “avrà il suo corso giudiziario e dovrà essere rispettato”, ma “deve e può diventare l’occasione per rivedere la normativa, restituendo ai medici della Ausl quello che è il loro mestiere”.
