In Francia entra in vigore la tassa sui pacchi, mentre l’Italia valuta la sospensione (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Mentre in altri Paesi europei il dibattito resta aperto, la Francia si prepara ad applicare concretamente la nuova imposta sulle spedizioni di basso valore provenienti da Stati extra-Ue. Il provvedimento entrerà in vigore il 1 marzo 2026 ed è stato introdotto con la legge 103 del 19 febbraio, con l’obiettivo dichiarato di proteggere la filiera commerciale nazionale dalla concorrenza internazionale, in particolare quella asiatica.
La tassa riguarda gli acquisti fino a 150 euro destinati al territorio metropolitano francese ma anche alle aree d’oltremare come Martinica, Guadalupa e Réunion, oltre al Principato di Monaco. Formalmente il pagamento sarà a carico del soggetto che consegna la merce, ma è prevedibile che il costo venga trasferito sui consumatori finali attraverso l’aumento dei prezzi.
Il confronto con Italia e l’attesa per la norma europea
La misura francese ricalca quasi perfettamente quella introdotta in Italia il 1° gennaio 2026, ma il governo italiano starebbe ora valutando una sospensione temporanea. Il timore è che gli operatori possano aggirare l’imposta facendo transitare gli ordini attraverso altri Paesi dell’Unione, con effetti distorsivi sul mercato nazionale.
L’iniziativa si inserisce comunque in una strategia comune promossa dal ministro Adolfo Urso insieme all’omologo francese Serge Papin, che hanno sollecitato Bruxelles a introdurre un dazio europeo uniforme di 3 euro su tutte le spedizioni sotto i 150 euro, previsto per luglio. In Italia, invece, il rinvio dell’imposta è sostenuto sia dalle opposizioni sia da una parte della maggioranza, e dovrebbe confluire nel prossimo decreto fiscale in preparazione.
