Donne d’Impresa: Debora Zanon (Zanon Prefabbricati). Una straordinaria Top Manager con il “pallino” dei prefabbricati - Blitz Quotidiano
Padovana doc, biondo-variabile e con un sorriso contagioso, già madre di due figli: Lorenzo e Giacomo anche se sembra sempre una ragazza: questa è Debora Zanon. Non a caso nell’azienda di famiglia è lei che sovraintende l’ufficio tecnico organizzando produzione, gestione dei clienti e con tanto di supervisione della parte finanziaria. Rampantissima e sempre “sul pezzo” è anche già stata Vice Presidente dei Giovani Imprenditori di Padova. Rotariana di ferro (Rotary Club di Cittadella Alta Padovana) e naturalmente socia AIDDA dal 2020. In un ambiente così maschile la sua presenza brilla di luce propria e non solo perché è un talento naturale ma per le sue doti di comunicazione e marketing.
L’azienda di famiglia ha celebrato ormai oltre 50 anni di attività: Zanon Prefabbricati è leader nella realizzazione di prefabbricati industriali, commerciali e direzionali che non solo soddisfano le esigenze dei clienti ma che rappresentano esperienza, innovazione ed estetica. Nonostante il suo carattere dolce e riflessivo Debora ha una volontà di ferro e se s’impegna in un particolare obiettivo ha sempre dimostrato di poterlo realizzare superando anche ogni aspettativa. Ci parla di un cambio generazionale molto fortunato e dei suoi impegni che spesso hanno anche un occhio per il sociale in cui si è trovata impegnata con vari eventi ed iniziative. Non ama parlare troppo di sé stessa, tant’è vero che la sua presenza in azienda c’è ma non si vede, ma è garantito, che di lei non si può proprio fare a meno! Per capire qualcosa di più della sua vita e del suo lavoro le abbiamo chiesto:
Nella sua azienda lei ci parla di una “famiglia allargata” e di un team affezionato e fedele: Quale il suo piano strategico per tenere unita questa famiglia in un ambiente tipicamente maschile?
Nel nostro settore, quello della prefabbricazione industriale, il lavoro di squadra non è un concetto astratto: è una necessità concreta. Ogni progetto nasce dall’integrazione tra ufficio tecnico, produzione e cantiere. Per questo parlo di “famiglia allargata”: perché ognuno è un tassello indispensabile. Il mio piano strategico si fonda su tre pilastri: rispetto delle competenze, comunicazione continua e condivisione degli obiettivi. In un ambiente storicamente maschile non ho mai sentito il bisogno di impormi, ma di dimostrare con i fatti. La competenza tecnica è il primo linguaggio che crea autorevolezza. Cerco di valorizzare il contributo di ciascuno, favorire la crescita interna e creare un clima in cui le persone si sentano parte di un progetto che dura nel tempo. La prefabbricazione richiede precisione e affidabilità: le stesse qualità che servono per tenere unita una famiglia.
Il suo settore va particolarmente di “moda” oggi. In certe città come per esempio ad Arezzo, i capannoni vanno a “ruba”… anzi non se ne trovano affatto. Quali le sue previsioni di questo importante settore di mercato per questo ormai avanzato 2026?
La prefabbricazione oggi non è solo una risposta veloce al mercato, ma una scelta strategica per le imprese. I tempi certi, la qualità controllata in stabilimento e l’attenzione crescente alla sostenibilità rendono il nostro settore sempre più centrale. Per il 2026 c’e’ una domanda ancora sostenuta, ma più selettiva. Le aziende non cercano semplicemente un capannone: vogliono spazi efficienti, flessibili, esteticamente curati e performanti dal punto di vista energetico. Noi, come realtà familiare con oltre cinquant’anni di storia, abbiamo il vantaggio di unire esperienza e visione futura.

Se non fosse nata in una famiglia di imprenditori, ci hanno parlato di lei come appassionata di arte e di musica. È vero? Qualcuno ci ha detto che le sarebbe piaciuto diventare una rockstar…
Sorrido perché è vero che la musica mi accompagna da sempre. Arte e musica sono passioni che mi aiutano a mantenere equilibrio e creatività. Forse non sarei diventata una rockstar, ma credo che quella passione si rifletta anche nel mio lavoro: nella capacità di metterci energia, presenza e determinazione. Anche dirigere un’azienda, in fondo, richiede ritmo, visione e un pizzico di coraggio. La prefabbricazione è tecnica, certo, ma è anche progettazione, armonia delle forme, attenzione all’estetica. C’è più creatività di quanto si pensi.
Cosa ci può dire della “parità di genere”?
Nel nostro settore la presenza femminile è ancora limitata, soprattutto nei ruoli tecnici e produttivi. Io non ho mai vissuto la mia posizione come una battaglia personale, ma come una responsabilità. Credo che la parità si costruisca attraverso competenza, preparazione e opportunità concrete. Le aziende familiari possono avere un ruolo importante: quando si cresce in un contesto dove il merito viene prima del genere, si creano modelli positivi. Mi auguro che sempre più ragazze scelgano percorsi tecnici e ingegneristici. La prefabbricazione ha bisogno di nuove energie e nuove sensibilità.
Un sogno nel cassetto o un progetto ancora da realizzare?
Il mio progetto è consolidare il percorso di crescita dell’azienda, accompagnandola verso una nuova fase generazionale lasciandola con solide basi finanziarie, innovazione continua e attenzione alla sostenibilità. Mi piacerebbe rafforzare ulteriormente la nostra presenza sul territorio e investire ancora di più nella formazione dei giovani, perché il futuro della prefabbricazione passa dalle competenze. E, come ogni imprenditrice e madre, il mio sogno è continuare a far convivere armoniosamente lavoro e famiglia, perché sono entrambe parti essenziali della mia identità.
Un’ultima domanda sull’AI: È già prevista nella vostra organizzazione aziendale?
L’intelligenza artificiale sicuramente può avere un ruolo importante, ma nel nostro settore bisogna valutare bene dove e come applicarla. Nella prefabbricazione ci sono fasi produttive in cui il “tocco umano” resta fondamentale. Alcune lavorazioni ma anche semplicemente un calcolo di un elemento richiedono esperienza, sensibilità tecnica e capacità di problem solving . Dove invece vedo un grande potenziale è nella gestione e nell’organizzazione: pianificazione delle commesse, controllo dei costi, programmazione della produzione, analisi dei dati decisioni. In ufficio l’A.I. può diventare uno strumento prezioso per migliorarci.
