Prof accoltellata, sul banco degli imputati anche i social. "A tredici anni è troppo presto" (foto Ansa-Blitzquotidiano)
“A tredici anni evidentemente è troppo presto per stare sui social media, a questo punto è giusto e corretto che arrivino delle nuove norme per alzare questo livello e non lasciare da soli i genitori”.
Protezione minori online, urgente parlarne
Questo il parere all’ANSA di Ernesto Belisario, avvocato ed esperto di diritto delle tecnologie, sul caso del tredicenne di Trescore Balneario, in provincia di Bergamo, che ha accoltellato un’insegnante e ha postato il video dell’aggressione e una specie di dichiarazione/manifesto su Telegram.

“Questo caso – aggiunge Belisario – dimostra drammaticamente l’attualità del dibattito giuridico sulla protezione dei minori online. Un tredicenne, verosimilmente esposto a contenuti violenti, ha annunciato un’aggressione su una piattaforma di messaggistica, l’ha trasmessa in diretta e pubblicato contenuti pericolosi, senza che alcun sistema di protezione intervenisse.
Questo conferma l’urgenza di un’applicazione effettiva degli obblighi già previsti dal Digital Services Act per i fornitori di piattaforme, e dà ragione a chi, dall’Australia alle proposte dello Special Panel europeo riunito proprio questo mese, chiede restrizioni di accesso ai social per gli adolescenti al di sotto di una certa età. Le recenti sentenze dei giudici statunitensi dimostrano che si tratta di un tema giuridico di portata globale”.
Negli Usa Meta e Youtube ritenuti responsabili
In un verdetto storico, ieri negli Stati Uniti Meta e YouTube sono state ritenute responsabili per i danni psicologici subiti da una ragazza; mentre oggi l’Ue ha contestato a diverse piattaforme come Pornhub possibili violazioni della legge sui servizi digitali per non aver protetto i minori dall’esposizione a contenuti pornografici.
“C’è un tema di innalzamento dell’età minima dell’accesso ai social che devono fare qualcosa per la verifica dell’età e per filtrare i contenuti, moderarli e non esporre nessuno a contenuti violenti e pedopornografici – conclude Belisario -. C’è sia un tema di enforcement sia di applicazione di nuove norme che si stanno adottando, anche in Italia. Tredici anni evidentemente e’ troppo presto per stare sui social, servono nuove norme per alzare questo livello e non lasciare da soli i genitori perche’ diventa difficile spiegare agli adolescenti se le norme li abilitano e le piattaforme glielo consentono di stare sui social”.
