Cosa si sta facendo per risolvere il problema della violenza nelle scuole: dal metal detector allo psicologo (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
Negli ultimi tre anni sono state decise diverse norme che hanno lo scopo di contrastare la violenza giovanile soprattutto in ambito scolastico. Tra queste si è dato più peso al voto in condotta, è stato introdotto l’arresto in flagranza per chi danneggia beni scolastici, sono partiti accordi con le prefetture per i metal detector all’interno delle scuole, il personale è finito sotto la tutela dell’Avvocatura dello Stato. Agli studenti è stato offerto un sostegno psicologico più consistente di quello che c’era prima e sono state inasprite le norme sui coltelli introducendo anche delle multe per i genitori che omettono il controllo sui figli.
Sono servite queste norme per contrastare questa tendenza alla criminalità sempre più diffusa tra i ragazzi? Come scrive il Corriere della Sera, i dati dell’Osservatorio scolastico contro la violenza raccontano di 71 episodi avvenuti nel 2023/24, 51 nel 2024/25, 15 nei primi sei mesi del 2025/26. C’è poi uno studio del Cnr che rivela che nel 2025, 87 mila studenti tra i 15 e i 19 anni si sono presentati a scuola con un coltello.

La linea dura decisa dal ministro Valditara
Il ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara ha deciso fin da subito di adottare la linea dura incrementando le pene previste per i reati di oltraggio e violenza a pubblico ufficiale nei casi in cui la vittima appartenga al personale scolastico. Le sanzioni pecuniarie introdotte arrivano ora fino a 10mila euro a favore della scuola per danno da immagine, nel caso di aggressioni a personale scolastico. È stato anche introdotto l’arresto in flagranza per chi commette atti di violenza nei confronti di dirigenti scolastici e docenti.
Il voto in condotta diventa determinante per la carriera dello studente: da quest’anno scolastico in corso infatti, chi ha un’insufficienza nel comportamento viene bocciato. Nel caso si stia per effettuare l’esame di Stato con il 6 non si viene ammessi con lo studente costretto a superare, nel mese di settembre, un esame che ha come tematiche la cittadinanza attiva.
Valditara e il ministro all’Interno Matteo Piantedosi, per contrastare l’aumento degli studenti che vanno a scuola con il coltello come detto hanno deciso di partire con la sperimentazione dell’inserimento dei metal detector nelle scuole, già sperimentata in alcuni istituti napoletani approvando alla stesso tempo un decreto legge che vieta la vendita ai minori di strumenti da punta e da taglio con una multa fino a mille euro per i genitori che non vigilano.
A chi ha accusato il ministro di non lavorare sulle cause ma solo sulle conseguenze, Valditara ha prontamente replicato: “Abbiamo avviato percorsi di educazione al rispetto, fondamentale, e fra breve entrerà in funzione anche l’assistenza psicologica per tutti i nostri studenti. Dobbiamo anche riflettere sull’uso dei social che sono sempre più devastanti”. Sul piatto ci sono 18,5 milioni stanziati dalla legge di bilancio per il 2026 per lo psicologo a scuola e 7 milioni per l’educazione al rispetto. Basteranno ad evitare di nuovo quanto accaduto nella scuola della provincia di Bergamo nei giorni scorsi, con una professore accoltellata nei corridoi della scuola e finita in ospedale gravemente ferita?
