Tonno contaminato, sette intossicati in ospedale: sospetta sindrome sgombroide, una persona è grave (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Sette persone sono finite in ospedale a Palermo dopo aver consumato del tonno rosso acquistato in una pescheria della città. Una delle persone coinvolte è stata ricoverata in terapia intensiva, mentre gli altri pazienti hanno riportato sintomi riconducibili a una grave intossicazione alimentare. Tra gli intossicati ci sarebbero anche tre membri dello stesso nucleo familiare.
Gli investigatori sanitari stanno cercando di chiarire cosa abbia provocato il malore collettivo, ma tra le ipotesi principali emerge quella della cosiddetta “sindrome sgombroide”, una forma di intossicazione causata da elevati livelli di istamina presenti nel pesce mal conservato.
Secondo le prime informazioni, nella stessa giornata la pescheria avrebbe venduto circa 200 chili di tonno tracciato. Il nome dell’esercizio commerciale, però, non è stato reso noto. Gli esperti ritengono che il problema possa essere nato da una compromissione della catena del freddo durante la conservazione del prodotto.
Cos’è la sindrome sgombroide e perché può essere pericolosa
La sindrome sgombroide si verifica soprattutto con tonno, sgombro e sardine quando il pesce non viene refrigerato correttamente subito dopo la pesca o durante il trasporto. In queste condizioni alcuni batteri trasformano l’istidina, un amminoacido naturalmente presente nel pesce, in istamina, sostanza che può provocare sintomi anche severi.
Come spiegato dal docente di Nutrizione clinica Mauro Minelli, l’istamina è estremamente resistente: non viene eliminata né dalla cottura né dal congelamento. Questo significa che un pesce contaminato resta potenzialmente tossico anche dopo essere stato cucinato.
I sintomi possono comparire rapidamente e ricordano spesso una reazione allergica. Tra i più comuni ci sono rossore al volto e al collo, prurito, nausea, diarrea, dolori addominali, vertigini e mal di testa. Nei casi più gravi possono comparire anche difficoltà respiratorie e problemi cardiovascolari, soprattutto in soggetti fragili o con patologie pregresse.
Il sapore metallico che può rivelare l’intossicazione
Uno degli elementi che può aiutare a riconoscere la sindrome sgombroide è il particolare sapore del pesce contaminato. Molti pazienti riferiscono infatti una sensazione di pizzicore in bocca oppure un retrogusto metallico o piccante durante il consumo del tonno.
Gli specialisti sottolineano che non si tratta di una vera allergia alimentare. La reazione, infatti, non dipende dalla predisposizione individuale ma dalla quantità di istamina ingerita. Chiunque, anche senza allergie, può stare male se assume una dose elevata della sostanza.
Per questo motivo gli esperti invitano a prestare massima attenzione alla conservazione del pesce fresco e alla corretta refrigerazione durante tutta la filiera alimentare. Nel frattempo a Palermo proseguono gli accertamenti sanitari per verificare l’origine della contaminazione e accertare eventuali responsabilità.
