In Italia oltre 6 milioni di persone vorrebbero un figlio ma poi rinunciano per problemi economici (Fonte Ansa) - Blitz Quotidiano
In Italia, dove il tasso di natalità è ai minimi storici, 6,6 milioni di persone dichiarano di aver rinunciato ad avere bambini che desiderano. L’Istat, infatti, ha segnalato come tra i 9,8 milioni di persone tra i 18 e i 49 anni che esprimono l’intenzione di non avere figli in futuro, solo una piccola parte affermi che i bambini non rientrano nel proprio progetto di vita (il 5,5%). Per quasi 2,8 milioni di persone, cioè oltre quattro su dieci tra coloro che non intendono diventare genitori o avere altri figli, il peso delle difficoltà economiche o la mancanza di certezze lavorative impediscono che il desiderio diventi realtà: nel 32,7% per difficoltà economiche, nel 9% per mancanza di certezze lavorative).
Figli e natalità: i dati Istat
Le donne più degli uomini percepiscono come ostacolo l’incertezza lavorativa (13,6% contro il 4% degli uomini), mentre gli uomini le difficoltà economiche (39,3% contro il 27,6% delle donne). A frenare le prospettive genitoriali c’è anche l’impegno di cura verso i propri genitori. Più di una persona su dieci, tra coloro che non intendono avere figli, è così impegnata nel curare i genitori anziani da rinunciare a un progetto di genitorialità (11,5%), una quota decisamente superiore a quella di chi rinuncia per curare i figli già avuti (1,7%).
Per 1,3 milioni di persone, il desiderio è stato rinviato così a lungo da non poter essere più realizzato: per loro, la decisione di non avere figli deriva principalmente da problemi di età (19,7% di chi non intende avere figli a causa di difficoltà nel realizzare il proprio desiderio). La posticipazione della genitorialità verso età più avanzate (nel 2025 l’età media al parto è di 32,7 anni) determina una crescente incidenza di nascite da madri over 40. Tuttavia, dopo questa soglia di età la probabilità di concepire si riduce drasticamente. Le tecniche di procreazione medicalmente assistita (pma) nel 2023, hanno contribuito per il 3,9 per cento alla fecondità totale, un valore quasi raddoppiato nell’arco di un decennio (dal 2,1 per cento del 2013).
Nel 2025 il numero medio di figli per donna è calato nuovamente, passando da 1,18 del 2024 al minimo storico di 1,14. Il tasso di crescita della popolazione è prossimo allo zero, ma in miglioramento rispetto al biennio precedente (-0,5 per mille del 2024 e -0,4 per mille nel 2023) grazie alla dinamica migratoria. Il saldo naturale tra nascite e decessi continua comunque a essere negativo (-296 mila unità).
