Il governatore della Banca d'Italia Fabio Panetta (Foto Ansa)
Il governatore della Banca d'Italia Fabio Panetta (Foto Ansa)
Nel pieno di un contesto internazionale segnato da guerre, tensioni geopolitiche e rallentamento economico, il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta lancia un appello alla prudenza rivolto al sistema bancario, invitando gli istituti di credito a evitare comportamenti estremi. Da un lato, infatti, le banche devono mantenere cautela nella concessione dei prestiti; dall’altro, ha avvertito il governatore, occorre evitare “una restrizione indiscriminata del credito”.
Nelle Considerazioni finali, Panetta ha chiesto anche di riportare le garanzie pubbliche sui finanziamenti introdotte durante il Covid “alla loro funzione propria”, spiegando che devono servire soltanto a “correggere i fallimenti di mercato, riservando il sostegno pubblico alle aziende meritevoli con reali difficoltà di accesso ai finanziamenti”. Il governatore ha inoltre sottolineato l’importanza che “il beneficio sia effettivamente trasferito ai prenditori”.
Secondo Panetta, l’economia italiana ha dimostrato dal 2019 “una significativa capacità di tenuta”, ma negli ultimi mesi “lo slancio si è attenuato” a causa del peggioramento dello scenario internazionale, dei dazi statunitensi e delle difficoltà dell’economia tedesca. “Il conflitto nel Golfo Persico ha indebolito prospettive già fragili” e “l’attività economica rimarrà debole nei prossimi mesi; negli scenari più sfavorevoli, potrebbe ristagnare o contrarsi”.
Ampio spazio anche al tema dell’inflazione e ai rischi legati all’energia. Richiamando le analisi della Banca centrale europea, Panetta ha spiegato che “negli scenari più sfavorevoli, un prolungamento del conflitto e ulteriori danni alle infrastrutture energetiche del Golfo potrebbero sottrarre complessivamente un punto percentuale alla crescita nel biennio 2026-27”. Il governatore ha aggiunto che “l’inflazione potrebbe raggiungere un picco superiore al 6% e, se non contrastata, rimanere a lungo al di sopra dell’obiettivo”. Nello scenario di base delineato dalla Bce, invece, la crescita dell’Eurozona si attesterebbe allo 0,9% nel 2026, con l’inflazione prevista al 2,6% prima di un successivo ritorno verso il target.
Il governatore ha poi avvertito che “senza un deciso aumento della produttività, l’economia italiana potrebbe restare ancorata a tassi di crescita strutturalmente modesti”, chiedendo di ridurre stabilmente il debito pubblico e investire su giovani, innovazione e tecnologia. Sul fronte europeo, Panetta ha osservato che l’Europa “ha finalmente iniziato a reagire”, ma ora “deve mostrare rapidità di azione”.
Spazio anche al tema delle fusioni bancarie: “Operazioni ben disegnate possono avvicinare la struttura del mercato creditizio a quella degli altri principali paesi europei, rendere le banche più competitive e favorire una maggiore diversificazione dei ricavi”.
Panetta ha infine richiamato il nodo dei giovani e dell’innovazione. Tra il 2020 e il 2024 circa 100mila giovani hanno lasciato l’Italia, mentre la spesa per l’istruzione resta sotto la media europea. “Creare le condizioni perché le nuove generazioni possano realizzare le loro aspirazioni e concorrere al progresso del Paese non è solo una responsabilità economica: è il compito civile di questo tempo”. Sull’intelligenza artificiale il governatore ha infine avvertito: “Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale deve restare al servizio della persona e della società, non della concentrazione del potere tecnologico”.
