Mare sempre più caro, ombrellone e due lettini costano di più: quanto si spenderà nell’estate 2026 (foto ANSA) - Blitz quotidiano
L’estate 2026 si preannuncia più salata per chi sceglierà le spiagge attrezzate italiane. Secondo le ultime rilevazioni, il costo di ombrellone e due lettini continua infatti a crescere, con aumenti medi del 6% rispetto al 2025 e rincari che negli ultimi cinque anni hanno raggiunto complessivamente il 24%. Un trend che conferma come una semplice giornata al mare stia diventando sempre più impegnativa per le famiglie italiane.
Le tariffe variano sensibilmente a seconda della località e della posizione scelta all’interno dello stabilimento. In media, per una settimana in prima fila si spendono circa 238 euro, mentre dalla seconda fila in poi si scende gradualmente fino a una media di circa 210 euro. In alcune località particolarmente richieste, però, i prezzi possono salire molto oltre queste cifre.
Le località più care e quelle più convenienti
Tra le mete più costose spicca ancora una volta Alassio, dove il prezzo medio per una settimana con ombrellone e due lettini può arrivare a 368 euro. Aumenti importanti si registrano anche in località molto frequentate come Taormina, Giardini Naxos, Alghero e Gallipoli, dove i rincari risultano superiori alla media nazionale.
Sul fronte opposto, località come Lignano si confermano tra le più accessibili, con una spesa media più contenuta. La forbice tra Nord e Sud resta ampia, ma il dato comune è che il costo del servizio balneare continua a crescere praticamente ovunque.
A incidere non è solo il posto spiaggia: pesano anche i rincari di energia, manutenzione, personale e servizi accessori offerti dagli stabilimenti.
Il peso sui bilanci delle famiglie
Per molte famiglie, la spesa complessiva per una giornata al mare non si limita al noleggio di ombrellone e lettini. Tra carburante, pedaggi, parcheggi, pranzi, gelati e consumazioni varie, un weekend al mare può facilmente trasformarsi in una spesa da diverse centinaia di euro.
Proprio per questo molti italiani stanno modificando le proprie abitudini, privilegiando soggiorni più brevi, weekend mirati o spiagge libere attrezzate. La crescita costante dei prezzi riapre così il dibattito sull’accessibilità delle coste italiane e sulla necessità di trovare un equilibrio tra servizi offerti e costi sostenibili per i consumatori.
