Gente in fuga da Beirut (foto da video) - Blitz Quotidiano
Si alza ulteriormente la tensione in Medio Oriente dopo l’offensiva di Israele che ha tagliato in due il Libano conquistando il castello conteso di Beaufort e avanzando di 25 chilometri oltre il fiume Litani per isolare Hezbollah. Israele ha anche minacciato di attaccare la parte sud di Beirut con il via libera degli americani provocando la fuga in auto di migliaia di persone. L’Idf ha esortato con forza tutti i residenti del quartiere di Dahyeh (nella zona meridionale di Beirut) a trasferirsi per la propria sicurezza. “Se Hezbollah continuerà a lanciare attacchi contro le nostre città e comunità, l’esercito israeliano risponderà colpendo obiettivi terroristici a Dahyeh” ha scritto sui social il portavoce in lingua araba dell’Idf sottolineando che “Israele non è in guerra con il popolo libanese, ma con l’organizzazione terroristica Hezbollah”.
Iran ferma i colloqui con gli Usa e blocca Hormuz
L’Iran, grande alleato degli Hezbollah libanesi, ha reagito accusando Israele e interrompendo lo scambio di messaggi con gli Usa in risposta ai “crimini sionisti” in Libano. Teheran ha anche bloccato Hormuz e sta puntando a bloccare anche Bab el-Mandeb sul Mar Rosso. A riferirlo è l’agenzia di stampa iraniana Tasnim vicina ai pasdaran. “Non esiteremo ad agire in qualsiasi modo per aiutare la resistenza libanese contro l’aggressione illegale e l’ingerenza del regime sionista” ha minacciato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei. Per Teheran, in bilico è anche la tregua: “Il cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti è inequivocabilmente un cessate il fuoco su tutti i fronti, compreso il Libano. La sua violazione su un fronte equivale alla violazione del cessate il fuoco su tutti i fronti”. A scriverlo su X è il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, aggiungendo che “gli Stati Uniti e Israele sono responsabili delle conseguenze di qualsiasi violazione”.
Sulla questione è intervenuta anche l’Europa che ha chiesto ad Israele “di porre fine all’escalation militare in Libano e di rispettare la sovranità e l’integrità territoriale del Paese”. Ma il premier Netanyahu tira dritto: “Non ci sarà una situazione in cui Hezbollah attacca le nostre città e i nostri cittadini mentre i quartier generali del terrorismo a Dahiye” nella periferia sud della capitale “restano fuori portata”. E intanto dal Libano migliaia di cittadini scappano
Il via libera degli Usa
Secondo quanto riferito dai media israeliani, “l’amministrazione statunitense ha dato il via libera a un’operazione israeliana più incisiva a Beirut dopo che Israele ha chiarito agli Stati Uniti che non tollererà più gli attacchi di Hezbollah”. La Tv saudita Al Hadath, citando una fonte Usa, ha affermato che “Washington ha informato il Libano che l’escalation israeliana è la conseguenza del rifiuto del governo libanese di disarmare Hezbollah”. “Il Libano è in grado di difendere Beirut se arresta figure di spicco di Hezbollah. Ciò darebbe l’impressione che il governo sia intenzionato ad affrontare Hezbollah”, ha detto la fonte Usa.
