Non riusciva a reggersi in piedi, veterinari costretti a sopprimere il cucciolo di elefante (foto dal web) - Blitz quotidiano
Quella che doveva essere una giornata di festa per lo zoo di Zurigo si è trasformata in una vicenda dolorosa. L’elefantessa Indi aveva dato alla luce il suo quinto cucciolo dopo una lunga gestazione di circa 22 mesi, ma le condizioni del piccolo sono apparse critiche fin dai primi istanti di vita.
Il cucciolo non riusciva a stare in piedi
Dopo la nascita, il piccolo elefante ha mostrato gravi difficoltà motorie. Nonostante numerosi tentativi, non riusciva a sollevarsi né a sostenere il peso del proprio corpo. I veterinari hanno deciso inizialmente di lasciarlo insieme alla madre per l’intera notte, sperando che potesse recuperare gradualmente le forze e sviluppare una maggiore stabilità.
Il giorno successivo, però, la situazione non era migliorata. Il cucciolo continuava a manifestare una forte debolezza e le zampe posteriori non erano in grado di sorreggerlo. Lo staff medico ha tentato ulteriori interventi di supporto, somministrando fluidi e assistendolo nei movimenti, ma senza ottenere risultati significativi.
La decisione dei veterinari
Di fronte all’assenza di prospettive concrete di recupero e a una prognosi considerata sfavorevole, i veterinari hanno preso la difficile decisione di procedere con l’eutanasia per evitare all’animale ulteriori sofferenze.
Prima della soppressione, e anche dopo la morte del cucciolo, l’elefantessa Indi è rimasta accanto al piccolo. Una scelta adottata per consentire alla madre di affrontare gradualmente il distacco, comportamento che gli esperti considerano importante per il benessere emotivo degli elefanti.
Le polemiche sulla gestione degli elefanti in cattività
La vicenda ha riacceso il dibattito sulle condizioni degli elefanti ospitati negli zoo. Secondo quanto emerso, dal 2014 nello zoo svizzero sarebbero nati otto elefanti, ma soltanto quattro sarebbero sopravvissuti, mentre gli altri sarebbero morti poco dopo la nascita a causa di traumi o malformazioni.
I dati hanno alimentato le critiche di associazioni e attivisti che da anni mettono in discussione la compatibilità della vita in cattività con le esigenze di questi grandi mammiferi. Il caso richiama inoltre altre vicende recenti che hanno coinvolto elefanti ospitati negli zoo, contribuendo a riaprire il confronto sul benessere animale e sulla gestione delle specie selvatiche in ambienti controllati.
