Dichiarazione dei redditi omessa? Nuove sanzioni fino al 120% e regole più favorevoli (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Le sanzioni per la dichiarazione dei redditi omessa sono disciplinate dall’articolo 1 del Decreto Legislativo 471/1997, modificato dal D.Lgs. 87/2024. La nuova disciplina si applica alle violazioni commesse dal 1 settembre 2024 e riguarda già il modello Redditi 2024 e il modello IVA 2025. Una dichiarazione si considera omessa quando viene presentata oltre 90 giorni dalla scadenza. Se invece viene inviata entro questo termine si parla di dichiarazione tardiva, che resta valida ma soggetta a sanzione ridotta e regolarizzabile tramite ravvedimento operoso.
Le nuove sanzioni con imposte dovute
In caso di omessa dichiarazione con imposte dovute, la riforma ha modificato in modo significativo il regime sanzionatorio. Prima del 2024 la sanzione variava dal 120% al 240% delle imposte, con un minimo di 250 euro. Dal 1 settembre 2024 diventa invece fissa al 120%, sempre con lo stesso minimo. Viene inoltre eliminato l’aumento di un terzo per i redditi esteri non dichiarati. La misura risulta quindi più favorevole al contribuente, perché riduce il rischio di sanzioni più elevate.
Dichiarazione omessa ma presentata prima dei controlli
Il nuovo comma 1-bis prevede una riduzione importante se il contribuente presenta la dichiarazione oltre i 90 giorni ma prima dell’avvio di controlli fiscali. In questo caso si applica una sanzione pari al 75% delle imposte dovute, derivante dall’omesso versamento aumentato al triplo. Questa previsione rappresenta una forma di ravvedimento agevolato, che consente di ridurre sensibilmente l’importo rispetto alla sanzione piena.
Sanzioni senza imposte e profili penali
Se non risultano imposte dovute, la sanzione va da 250 a 1.000 euro, con possibilità di raddoppio per soggetti obbligati alla contabilità. Per l’IVA il limite massimo è 2.000 euro. Restano più severe alcune fattispecie, come la cedolare secca non dichiarata e i redditi esteri non monitorati, con sanzioni fino al 240%. Sul piano penale, l’omessa dichiarazione diventa reato se l’imposta evasa supera i 50.000 euro, con pene da 2 a 5 anni di reclusione, salvo regolarizzazione nei termini previsti dalla legge.
