Meloni: "Vogliamo ridurre ancora carico fiscale su ceto medio. Italia non è la repubblica delle banane" (Foto Ansa)
“Non intendiamo fermarci, vogliamo fare di più per ridurre il carico fiscale sul ceto medio”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni all’assemblea di Confcommercio. “Altri parlano di tassare il patrimonio, noi lavoriamo perché gli italiani possano ambire ad avere patrimonio dopo decenni di sacrifici” ha aggiunto. Meloni ha applaudito a più riprese il discorso del presidente Carlo Sangalli.
In particolare, la premier ha accolto il passaggio in cui il presidente ha sottolineato che “certo, c’è sempre la possibilità che le cose vadano male, anche molto male, ma raccontarci peggio di come siamo è un danno per tutti”. “Questa non è la repubblica delle banane, qui si rispettano le regole. Come ricordava il presidente Sangalli, non c’è mercato senza regole, non ci sono imprese sane e non c’è crescita”, ha commentato Meloni, sottolineando le misure varate dal governo contro le attività “apri e chiudi”.
Meloni: “I negozi presidio che nessuna piattaforma online sostituirà”
“Le vostre attività rappresentano quel tessuto che tiene vivo il nostro territorio – ha sottolineato la premier -I nostri borghi, le nostre città, anche le più piccole. Ogni serranda alzata è una luce, un punto di riferimento, una certezza, ma anche un segno di energia, di saper fare, è presidio di sicurezza, di socialità, di comunità, è qualcosa che nessuna piattaforma online potrà mai sostituire”. Poi ancora: “Questa presenza capillare sul territorio rappresenta l’ossatura dell’economia di vicinato indispensabile per comporre quello che il sociologo americano Robert Putnam ha descritto come capitale sociale, un patrimonio intangibile ma allo stesso tempo estremamente concreto che le istituzioni a ogni livello non hanno semplicemente il dovere di proteggere ma hanno la responsabilità di perché difendere”.
“Il piano casa un’opportunità”
“Il Piano casa è un’opportunità importante non solo per garantire una casa a un prezzo giusto ma anche per provare a rigenerare le nostre città e rendere gli spazi più accoglienti e a misura d’uomo”, ha detto la presidente, proponendo di affrontare “insieme una sfida economica ma soprattutto identitaria e culturale: proviamo a riappropriarci di quello che siamo, di nostra storia e tradizione”. “Immaginiamo insieme un nuovo modello di sviluppo urbano per saper mettere al centro le persone – ha aggiunto -. Abbiamo previsto dei programmi di edilizia integrata che gestiscono anche lo sviluppo di un tessuto di esercizi commerciali e servizi di vicinato”.
Meloni: “Sui carburanti non bisogna aver paura di fare ciò che è giusto”
“Non abbiamo smesso di sostenere l’acquisto del carburante per l’autotrasporto, sia in via ordinaria sia reagendo all’aumento dei prezzi causato dalla crisi dello Stretto di Hormuz”. Così Meloni, che ha poi spiegato: “Se noi vogliamo contenere l’effetto inflazionistico della crisi energetica sui cittadini e allo stesso tempo salvare un settore che fa muovere e vivere la nazione, come un’altra crisi, quella del Covid, ci ha ampiamente dimostrato, non bisogna avere paura di fare quello che è giusto fare”.
“Rivedere l’Ets marittimo che penalizza i nostri porti”
No è mancato un passaggio sulla normaliva dell’ETS, strumento chiave nella strategia dell’UE per ridurre le emissioni le emissioni di carbonio o di altri gas serra. “Dall’inizio del nostro mandato” il governo sostiene “un approccio pragmatico e non ideologico alla transizione ecologica, il lavoro che stiamo facendo in Europa sui tanti dossier è lì a dimostrarlo. Ad esempio, la richiesta pressante che stiamo portando avanti per rivedere il sistema Ets, per diminuire l’impatto sul trasporto pesante, per rivedere l’Ets marittimo che rischia di penalizzare enormemente i nostri porti a vantaggio dei porti del Nord Africa senza alcun beneficio, tra l’altro, in termini di riduzione delle emissioni inquinanti nel Mediterraneo”.
