Napoli, 16enne accoltellò due coetanei per fare un favore all'amico detenuto. "Chi è 'sto scemo?", l'offesa (foto Ansa-Blitzquotidiano)
Telefona dal carcere alla sua ex fidanzatina, di soli 14 anni. Lei è in giro con le amiche, a Marano di Napoli, nella zona delle giostre. Durante quella conversazione, però, sente delle voci maschili.
“Chi è questo scemo?”
Una, in particolare, che dice questo: “chi è questo scemo?’. E così fa partire la spedizione punitiva. Dalla cella di Poggioreale rintraccia il suo migliore amico di soli 16 anni. Gli dice che deve andare ad uccidere chi ha detto quella frase, che deve essere punito. E il 16enne lo fa.

Prima affronta un ragazzino, 16 anni come lui, che era accanto alla 14enne. Gli chiede chi ha detto la frase ‘Chi è questo scemo?’. Lo prende a schiaffi, lo fa cadere. Interviene a difesa della vittima il cugino di 17 anni. Ed è allora che l’aggressore tira fuori il coltello e li colpisce. Li accoltella più volte: sei volte il 17enne e tre il 16enne. Poi mette il coltello in tasca e va via.
I carabinieri intervengono subito e quasi immediatamente viene fuori il nome del 16enne, alcuni ragazzi presenti lo avevano riconosciuto da video visti su TikTok.
Lo stesso 16enne, il giorno dopo, va dai carabinieri e racconta quanto fatto, ammette che è stato lui ad accoltellare i suoi coetanei. Spunta fuori anche una lettere di scuse e mille euro per rimediare ai danni.
Il mandante a Poggioreale
Ma la storia non era ancora affatto completa perché dietro quell’aggressione c’era un mandante. I carabinieri risalgono a lui grazie all’analisi del cellulare del 16enne, alla testimonianza delle vittime e alle dichiarazioni dell’ex ragazza del mandante.
Il 16enne vittima racconta che secondo lui tutto era scattato per una ragazza che aveva conosciuto quella sera stessa. Dice ai militari dell’Arma della telefonata ricevuta, di quella frase pronunciata e della spedizione punitiva arrivata quindici minuti dopo.
La ragazzina conferma tutto, che il 16enne aggressore era il migliore amico del suo ex, con il quale aveva avuto una storia di soli pochi mesi, da ottobre a dicembre 2025.
“Era venuto per fargli un piacere”
Ai carabinieri racconta anche che il 16enne “‘era venuto per fargli un piacere”, riferendosi all’ex e che “quando è arrivato si è avvicinato chiedendomi con chi stessi parlando. Io non ho risposto. Non volevo che ci fosse un litigio”. Poi quando ha visto l’aggressione, è scappata via.
I due si erano conosciuti durante l’ultima serata di libertà di lui. Poi lui finì ai domiciliari e dopo ancora a Poggioreale per rapina. Continuò a chiamarla dal carcere, con un cellulare in suo possesso, più volte al giorno.
“Era gentile e affettuoso – ha raccontato la giovane – ma allo stesso tempo era geloso e pretendeva che gli portassi rispetto senza frequentare altri ragazzi”. I genitori della ragazzina scoprono tutto e le dicono di interrompere subito la relazione.
Lei mente, dice che è tutto finito, cancella le chat ma è proprio attraverso il 16enne che poi continua a sentire il detenuto. Quello stesso 16enne che ora è accusato di tentato omicidio plurimo.
