Caffè: la quantità che puoi bere ogni giorno senza aumentare il rischio per il cuore (blitzquotidiano.it)
Per milioni di italiani il caffè è molto più di una semplice bevanda: è il primo gesto del mattino, la pausa in ufficio, il momento di relax dopo pranzo o la scusa per incontrare un amico. Non sorprende quindi che una delle domande più frequenti sia sempre la stessa: quanti caffè si possono bere al giorno senza mettere a rischio la salute?
Una nuova revisione scientifica pubblicata sulla prestigiosa rivista Circulation dell’American Heart Association (AHA) prova a fare chiarezza su un tema dibattuto da anni. Dopo aver analizzato le evidenze scientifiche più recenti, gli esperti sono arrivati a una conclusione rassicurante: per la maggior parte degli adulti sani, un’assunzione fino a 400 milligrammi di caffeina al giorno, equivalenti a circa 4-5 tazze di caffè, è generalmente considerata sicura.
Ma non è tutto. Secondo gli autori, un consumo moderato di caffè potrebbe persino essere associato a un rischio più basso di alcune malattie cardiovascolari. Naturalmente, il beneficio dipende anche da come viene consumato e dalle caratteristiche individuali di ogni persona.
Quanta caffeina contiene davvero una tazzina di caffè?

Uno degli aspetti più interessanti riguarda la quantità effettiva di caffeina assunta. Molti pensano che ogni espresso contenga sempre la stessa dose, ma in realtà il contenuto può variare in base alla miscela utilizzata, alla tostatura e al metodo di preparazione.
In media, un espresso contiene tra 60 e 90 milligrammi di caffeina, mentre un caffè filtro può arrivare facilmente a superare i 100 milligrammi per tazza.
Proprio per questo motivo gli esperti preferiscono parlare di 400 milligrammi di caffeina al giorno piuttosto che di un numero preciso di caffè. Per la maggior parte delle persone ciò corrisponde a circa quattro o cinque espressi distribuiti nell’arco della giornata.
Lo studio che ha analizzato decine di ricerche
Il documento è stato elaborato da un gruppo internazionale di ricercatori coordinati dall’Università della California di San Francisco, con il contributo di studiosi provenienti da Harvard, Yale, Università di Adelaide, Università di Uppsala e altri importanti centri di ricerca.
L’obiettivo era valutare il rapporto tra caffeina e salute cardiovascolare attraverso una revisione delle principali pubblicazioni scientifiche disponibili. Gli autori hanno preso in esame diversi aspetti, tra cui:
- pressione arteriosa;
- rischio di infarto;
- insufficienza cardiaca;
- ictus;
- aritmie;
- diabete di tipo 2;
- colesterolo.
Il risultato complessivo suggerisce che il consumo moderato di caffè non solo appare sicuro nella maggior parte degli adulti, ma potrebbe essere associato anche ad alcuni benefici cardiovascolari.
Il caffè non è uguale agli energy drink
Uno dei messaggi più importanti della revisione riguarda la distinzione tra le diverse fonti di caffeina. Gli esperti sottolineano infatti che non tutte le bevande contenenti caffeina hanno gli stessi effetti sull’organismo.
Il caffè contiene centinaia di sostanze bioattive naturali, tra cui polifenoli, acidi clorogenici, trigonellina e altri composti dotati di proprietà antiossidanti e antinfiammatorie.
Gli energy drink, invece, possono contenere dosi molto elevate di caffeina associate ad altri stimolanti come taurina e guaranà, oltre a grandi quantità di zuccheri.
Secondo gli autori dello studio proprio queste bevande risultano più frequentemente associate ad aumenti della pressione arteriosa e a disturbi del ritmo cardiaco, soprattutto nei soggetti predisposti.
Per questo motivo gli specialisti invitano a non considerare equivalenti tutte le fonti di caffeina.
Bere caffè aumenta davvero la pressione?
La caffeina può determinare un aumento temporaneo della pressione arteriosa, soprattutto nelle persone che non sono abituate a consumarla regolarmente. Si tratta però di un effetto generalmente breve.
Negli individui che bevono caffè ogni giorno l’organismo tende infatti a sviluppare una certa tolleranza, rendendo questa risposta meno evidente.
Curiosamente, alcune ricerche analizzate dagli esperti hanno mostrato che chi consuma abitualmente quantità moderate di caffè non presenta un rischio maggiore di sviluppare ipertensione rispetto a chi non lo beve.
Naturalmente il discorso cambia per chi soffre già di pressione alta o presenta particolari patologie cardiovascolari: in questi casi è sempre opportuno confrontarsi con il proprio medico.
Caffè e cuore: quali sono i possibili benefici?
Negli ultimi anni numerosi studi osservazionali hanno evidenziato una possibile associazione tra consumo moderato di caffè e minore incidenza di alcune malattie cardiovascolari. Secondo la revisione pubblicata su Circulation, assumere abitualmente tra due e quattro tazze al giorno potrebbe essere collegato a un rischio inferiore di:
- insufficienza cardiaca;
- coronaropatia;
- ictus.
Gli autori precisano però che non si tratta di una relazione di causa-effetto. In altre parole, non è possibile affermare con certezza che sia il caffè a proteggere direttamente il cuore. È possibile che le persone che consumano caffè moderatamente abbiano anche altri comportamenti salutari che contribuiscono a ridurre il rischio cardiovascolare.
Le sostanze benefiche del caffè vanno oltre la caffeina
Per molto tempo si è pensato che tutti gli effetti del caffè dipendessero esclusivamente dalla caffeina. Oggi sappiamo che questa bevanda contiene oltre mille composti differenti.
Tra quelli maggiormente studiati figurano gli acidi clorogenici, potenti antiossidanti che potrebbero contribuire a ridurre lo stress ossidativo e l’infiammazione. Anche altri composti presenti naturalmente nel chicco sembrano esercitare effetti favorevoli sul metabolismo e sulla salute cardiovascolare.
Secondo gli autori, parte dei benefici osservati potrebbe quindi derivare dall’azione combinata di tutte queste sostanze e non soltanto dalla caffeina.
Cosa succede alla glicemia?
La caffeina, nell’immediato, può ridurre temporaneamente la sensibilità all’insulina. Questo potrebbe far pensare a un effetto negativo sul metabolismo del glucosio. In realtà gli studi epidemiologici raccontano una storia diversa.
Il consumo abituale di caffè è stato infatti associato in numerose ricerche a un rischio inferiore di sviluppare diabete di tipo 2. Anche in questo caso si ritiene che i responsabili possano essere soprattutto gli altri composti bioattivi contenuti nella bevanda.
Il modo in cui bevi il caffè conta molto
Non tutti i caffè sono uguali. Secondo gli esperti, il potenziale beneficio osservato negli studi riguarda principalmente il caffè consumato senza grandi quantità di zuccheri, panna, creme aromatizzate o sciroppi.
Un cappuccino ricco di panna montata, caramello e zucchero può infatti trasformarsi in una bevanda molto calorica, annullando gran parte dei vantaggi di una dieta equilibrata. Per questo motivo il consiglio è privilegiare preparazioni semplici e limitare gli ingredienti aggiunti.
Ci sono persone che dovrebbero fare più attenzione?
Sebbene i 400 milligrammi di caffeina rappresentino una soglia generalmente sicura per la maggior parte degli adulti, esistono situazioni in cui è opportuno ridurne il consumo. Tra queste rientrano:
- gravidanza;
- allattamento;
- alcune forme di aritmia;
- disturbi d’ansia;
- insonnia;
- particolare sensibilità alla caffeina.
Anche alcune terapie farmacologiche possono modificare il metabolismo della caffeina, rendendo consigliabile un confronto con il proprio medico.
Il messaggio degli esperti: il caffè può far parte di uno stile di vita sano
La revisione dell’American Heart Association offre un messaggio rassicurante per gli amanti del caffè. Per la maggior parte delle persone sane, bere fino a 400 milligrammi di caffeina al giorno, pari a circa quattro o cinque espressi, non sembra aumentare il rischio cardiovascolare e potrebbe addirittura associarsi a una migliore salute del cuore.
Questo non significa però che più caffè equivalga automaticamente a maggiori benefici. Gli esperti ricordano infatti che nessun alimento o bevanda, da solo, è in grado di prevenire le malattie cardiovascolari.
L’effetto più importante continua a derivare dall’insieme delle abitudini quotidiane: seguire un’alimentazione equilibrata, praticare regolarmente attività fisica, mantenere un peso adeguato, non fumare e dormire a sufficienza restano le strategie più efficaci per proteggere il cuore nel lungo periodo.
Per chi ama iniziare la giornata con un espresso, dunque, la buona notizia è che il caffè può tranquillamente trovare spazio all’interno di uno stile di vita sano, purché venga consumato con moderazione e senza eccessi.
